Spunti e riflessioni dell’ultima Assemblea dei Soci FLAG dell’anno 2021

Integrazione, rete, innovazione, filiera corta mettendo al centro l’imprenditore ittico, sia esso pescatore o acquacoltore.
Questo il cuore del dibattito all’Assemblea di fine anno del FLAG Nord Sardegna, tenuta presso la sede a Porto Torres il 15 dicembre 2021.

Gli stimoli alla riflessione li ha forniti il presidente Benedetto Sechi, mettendo al centro dell’attenzione il ruolo e l’evoluzione delle Agenzie di Sviluppo Locale come il nostro FLAG, divenuto in questi anni un importante attore della governance territoriale.
L’Azione del FLAG, così come avvenuto nelle dinamiche dell’intero sistema socioeconomico, è stata rallentata dagli effetti della pandemia mondiale da COVID-19 a partire da marzo 2020, per effetto dei conseguenti provvedimenti varati dal Governo italiano.

Nonostante le grandi difficoltà, il FLAG ha dato continuità alla propria azione, sostenendo con ogni mezzo possibile il partenariato e i portatori di interesse territoriali, tenendo aperto il dialogo con le istituzioni regionali, il MIPAAF e l’Unione Europea attraverso la rete europea dei FLAG, FARNET.

I partner presenti all’Assemblea hanno fornito preziose indicazioni su diverse tematiche: valorizzazione del territorio attraverso politiche di marchio, integrazione territoriale e tra filiere, ricerca, aumento della presenza femminile nelle attività connesse alla pesca e all’acquacoltura.

In questi anni il FLAG ha maturato importanti esperienze nel settore dell’economia circolare” ha sottolineato il presidente Sechi “dell’educazione ambientale, nella formazione di nuovi profili e competenze per la Blue Economy, sul fabbisogno di servizi innovativi per le imprese, e in definitiva nell’indicare nuove vie agli operatori della filiera ittica”.

L’Assemblea ha votato all’unanimità una risoluzione che ribadisce la necessità di una proroga fino al 31/12/2022, necessaria a concludere il Piano d’Azione “Acquacoltura e Pesca sostenibile nel Nord Sardegna”, anche attraverso una rimodulazione delle azioni, con l’obiettivo di far arrivare benefici a vantaggio del territorio, delle marinerie e dell’intera filiera della pesca ed acquacoltura del Nord Sardegna.

Siamo consapevoli del ruolo che il FLAG Nord Sardegna e tutto il suo partenariato possono svolgere come strumento di sviluppo locale” conclude il presidente “ma conosciamo altrettanto bene le difficoltà di agire in un contesto frammentato, con una strategia regionale troppo spesso incoerente e discontinua”.

Tutti gli interventi del 25 novembre ad Angra Do Heroísmo dei GAL portoghesi e dei partner di progetto sardi

Accorciamo le distanze: filiera corta tra terra e mare – Primo incontro operativo nelle Azzorre 25-27 novembre 2021

I GAL e i FLAG sardi hanno dato il via operativo al progetto di cooperazione che punta ad avvicinare Sardegna e Azzorre e a far conoscere e valorizzare i reciproci prodotti e le peculiarità dei rispettivi territori. Molti i punti di contatto tra le due realtà (entrambe Regioni Autonome) trovati in questo viaggio nelle isole portoghesi a largo dell’Atlantico. 

La delegazione composta dal capofila GAL Sulcis Iglesiente, Capoterra e Campidano di Cagliari (Nicoletta Piras, Laura Carta e Francesca Murgia), GAL Sinis (Claudia Licheri), GAL Ogliastra (Franca Seoni e Daniela Pili), GAL Nuorese Baronia (Loredana Contu e Francesca Monni), FLAG Nord Sardegna (Gavino Soggia e Roberta Marongiu), dai rappresentanti dell’Autorità di Gestione FESR della Regione Sardegna, Gianluca Cadeddu e Marco Naseddu, è stata accolta nel palazzo municipale di Angra do Heroísmo, la principale città dell’isola di Terceira (la terza isola delle Azzorre dopo São Miguel e Pico) dalla delegazione azzorriana del GAL Grater; gli altri partner di progetto sono il GAL Adeliaçor e il GAL Arde, per quanto riguarda la parte portoghese, mentre sono il GAL Marmilla, GAL Linas Campidano, FLAG Pescando, FLAG Sardegna Sud Occidentale e FLAG Sardegna Orientale per quanto riguarda quelli sardi.

La vocazione turistica, agropastorale e casearia e la dinamicità imprenditoriale (in tante realtà fatta di donne) fanno i tratti caratteristici di Terceira. Ognuna delle 9 isole principali, poi, è dedita a diverse attività economiche legate più alla pesca o alla coltivazione di frutta tropicale o alla trasformazione delle materie prime.

Terra e mare che si uniscono, come nella nostra isola.

È proprio questo che ha portato all’avvio del progetto che nella tre giorni oceanica ha iniziato a porre le basi operative con la firma dell’accordo di cooperazione.

Dopo i saluti e la firma dell’accordo nella sera del 23 novembre c’è stata poi una mattinata di lavori per prendere decisioni operative in merito ai futuri incontri che prevedono una tappa in Sardegna e una nelle Azzorre per poter avvicinare le realtà imprenditoriali reciproche in una mostra mercato. Far conoscere i prodotti e le diverse realtà significa valorizzarli: è questa la missione del progetto “Accorciamo le distanze”. 

Il viaggio è stato occasione utile per poter iniziare a visitare le aziende locali, i loro impianti, le loro eccellenze e anche per conoscere le modalità di lavoro dei GAL delle Azzorre che gestiscono sia attività legate all’agricoltura e all’allevamento ma anche alla pesca, con una modalità di lavoro diversa dalla nostra che è stato interessante scoprire da vicino.

Quinta dos AçoresTra le realtà d’eccellenza emerge sicuramente Quinta dos Açores, azienda a conduzione familiare con produzione di carne da mucche allevate allo stato brado nell’isola di Terceira che esportano in Portogallo con marchio IGP. I rappresentanti dei GAL e FLAG presenti sono stati accompagnati da una delle tre figlie del fondatore dell’azienda, Telma Helvídio, che assieme alle sorelle Helga e Diana sono impegnate a portare avanti Quinta dos Açores. Oltre alla carne, fondamentale anche la trasformazione del latte con cui fanno numerose tipologie di formaggi e un ottimo gelato artigianale. Il ristorante e il negozio dove poter acquistare i loro prodotti si trovano nello stesso stabilimento in cui lavorano carne e latte e ha una bellissima vista su Monte Brasil. Colpisce la cura e l’attenzione di ogni dettaglio, dall’immagine coordinata al packaging dei prodotti, fino, neanche a dirlo, alle norme igieniche seguite in modo scrupoloso. C’è tanto orgoglio e soddisfazione per questa realtà in continua crescita (hanno aperto un ristorante anche nell’isola di São Miguel).

Le visite sono state anche più prettamente naturalistiche, come quella suggestiva all’interno di un ex cratere vulcanico e in vari punti panoramici per godere di paesaggi di un verde acceso e piccole divisioni delle terre, interamente dedicate all’allevamento delle mucche, peculiarità del territorio attorno ad Angra do Heroísmo. 

 

Il secondo giorno si è concluso con la visita al caseificio artigianale Queijo Vaquinha a Cinco Ribeiras. Accompagnata da João Henrique Melo Cota, il capo famiglia e proprietario dell’azienda, la delegazione ha visitato il piccolo stabilimento, con annesso bar molto frequentato in cui si possono assaggiare le diverse lavorazioni di formaggio, da quello poco stagionato a quello piccante.

Il terzo giorno le visite hanno riguardato la Frutercoop – Cooperativa de Hortofruticultores da Ilha Terceira, anche in questo la padrona di casa è una appassionatissima imprenditrice. La cooperativa vanta numerosi soci che conferiscono dai fiori tropicali (esportati in Olanda), al miele (la produzione basta solo per l’approvvigionamento delle isole), fino alla frutta (banane), e a tuberi e ortaggi (patate, patate dolci e cipolle). Anche in questo caso l’azienda è in espansione e lo conferma l’imminente investimento previsto per macchinari che permettono la trasformazione di ortaggi e tuberi per avere un nuovo prodotto da commercializzare.

 

 

L’ultima realtà è quella legata alla filiera vitivinicola che si trova nella zona settentrionale di Terceira, chiamata Biscoitos e caratterizzata dal nero vulcanico delle sue pietre che si affacciano sull’Atlantico. Proprio per questa caratteristica le loro vigne sono molto diverse dalle nostre e il vitigno si trova tra le pietre e protetta da muretti a secco per evitare che il vento possa danneggiarlo. La Casa Agrícola Brum dell’omonima famiglia che da cinque generazioni si occupa di vino è ricca di sorprese. La loro tenuta ha un bellissimo museo con le foto di famiglia, le attrezzature usate nel corso degli anni e tante storie da raccontare oltre che tanto, immancabile, vino da far assaggiare a tutti.

Il viaggio sembra concludersi qui ma si tratta solo l’inizio del progetto che ha portato GAL e FLAG a 3000 km dalla Sardegna grazie alla determinazione dello staff del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano che ha creduto fortemente in questo “gemellaggio” fin dal 2018 e non si è lasciato abbattere dalla pandemia, dalle difficoltà e ha letteralmente accorciato le distanze permettendo all’idea iniziale di diventare realtà e a tutti gli staff di incontrarsi in un momento di condivisione che gli ultimi due anni hanno rarefatto.

Il lavoro continuerà in questi mesi con l’organizzazione delle questioni logistiche legate ai due mercati previsti in Sardegna e nuovamente nelle isole Azzorre.

Bom trabalho a todos!

Proficuo incontro con Università degli Studi di Sassari e Mipaff

Il 18 novembre nella nostra sede di Porto Torres si è tenuto un incontro nel corso del quale il presidente Benedetto Sechi e lo staff hanno illustrato le attività del FLAG Nord Sardegna alla Prof.ssa Loredana Carboni dell’Università degli Studi di Sassari (partner del FLAG), al Dott. Innocenzo Cignini e il Dott. Corrado Cammilli, Funzionari del MIPAAF, Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

È stata l’occasione di ripercorrere tutte le azioni della strategia, quelle concluse e quelle in fase di completamento, i percorsi di formazione del Programma Green & Blue Economy e le ricadute sul territorio. Sono state illustrate, tra le azioni più importanti, l’infrastrutturazione leggera dei porti di pesca di Bosa, Castelsardo e Isola Rossa, finalizzati al miglioramento dei servizi ai pescatori in marinerie importanti e di grandi tradizioni e identità.

Focus speciale sull’inquinamento da plastiche, oggetto del Progetto P.Ri.S.Ma-MED, recentemente concluso dal FLAG e tutti i partner con l’evento di Olbia del 28 e 29 ottobre, con un laboratorio di approfondimento sul c.d. Decreto Salvamare, lo strumento legislativo più importante per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell’economia circolare.

Dal confronto sono scaturiti input e indicazioni per migliorare i flussi di attività della filiera ittica, la comunicazione a cooperazione tra i rispettivi Enti, la responsabilizzazione dei pescatori, il ruolo e le finalità della ricerca al servizio degli operatori e delle politiche di sviluppo.

Sullo sfondo il prossimo ciclo di programmazione, in particolare il FEAMPA 2021/2027, al quale il Partenariato del FLAG si sta preparando, pronto a connettersi con la rete degli stakeholder territoriali per costruire insieme la strategia di sviluppo locale.

 

Un resoconto dell’evento che ha concluso il viaggio di P.Ri.S.Ma-MED

 

 

Alle fasi finali il progetto P.Ri.S.Ma-MED, finanziato dal PO Interreg Marittimo Italia-Francia 2014/2020, a Olbia l’evento conclusivo.

 

IL PROGETTO – P.Ri.S.Ma-Med ha coinvolto 4 regioni8 partner (Regione Toscana, Ticass, C.I.R.S.PE., Gestimar, FLAG Nord Sardegna, Unione dei Comuni Alta Gallura e Chambre de Commerce et d’Industrie d’Ajaccio et de la Corse-du-Sud) coordinati dal capofila Regione Liguria.

Si tratta di un progetto transfrontaliero che ha avuto come obiettivo lo studio e la sperimentazione sulla governance e la gestione integrata nei porti commerciali di rifiuti e scarti derivanti da pesca, acquacoltura e diporto attraverso l’adozione di un Piano rifiuti e scarti.

P.Ri.S.Ma-MED si inserisce nell’ambito delle attività che puntano al disinquinamento del mare e al recupero di rifiuti che possono conoscere una seconda vita. In questa direzione sono andati i preziosi studi fatti dalle Università toscane e dai centri di ricerca coinvolti insieme ai partner di progetto che ora sono a disposizione degli imprenditori che vorranno svolgere attività in ambito di economia circolare; tra gli altri sono stati presentati studi sul materiale organico legati al collagene e sui filati derivanti dal riuso delle reti.

SARDEGNA – P.Ri.S.Ma-MED ha toccato in concreto anche la nostra regione, vista la presenza dei due partner sardi. 

Grazie all’Unione Comuni Alta Gallura sono state coinvolte le marinerie e le amministrazioni comunali di Santa Teresa Gallura e Trinità d’Agultu e Vignola per quanto concerne Isola Rossa per l’installazione delle cinque isole ecologiche. A Olbia, invece, grazie al progetto coordinato dal nostro FLAG, è stato finanziato l’acquisto dell’unico trituratore presente nell’isola che si trova presso l’azienda Nuova Olbia Mitili e che macina gusci di cozze per creare un semilavorato impiegabile in agricoltura e nei processi artigianali, come è stato possibile sperimentare grazie al supporto di Coldiretti Nord Sardegna e dell’Istituto olbiese Amsicora

EVENTO FINALE – L’evento conclusivo del progetto si è tenuto a Olbia una scelta, quella del FLAG Nord Sardegna – organizzatore dell’evento su incarico del partenariato – fatta per dare risalto alla centralità geografica della città rispetto a tutti i partner coinvolti e per via della sua importanza storica legata all’economia del mare, da sempre luogo di incontro e punto di riferimento per nautica e mitilicoltura. Si è trattato di un momento di confronto e condivisione voluto fortemente in presenza, nel rispetto delle normative vigenti, da tutto il partenariato.

L’evento si è svolto in due giornate: nella mattinata del primo giorno c’è stata la presentazione di tutti i risultati ottenuti dai partner con gli interventi di progetto, con le presentazioni di tutti i partner che hanno esposto i risultati delle loro ricerche e mostrato gli investimenti realizzati; nel pomeriggio si sono svolte attività laboratoriali

Nel secondo giorno il partenariato ha visto in loco il funzionamento del trituratore nello stabulario di Nuova Olbia Mitili e ha fatto una visita al Museo Archeologico di Olbia, accompagnati eccezionalmente dall’archeologo Rubens D’Oriano, il quale con enorme passione e competenza ha presentato la storia della città non rimanendo sulla superficie ma regalando un prezioso sguardo d’insieme dal punto di vista storico, sociologico e antropologico, con importantissime lezioni sulla cooperazione e la convivenza di popoli diversi, che traggono il massimo beneficio dalla valorizzazione delle proprie somiglianze nella diversità. Una lezione che giunge dal passato alla quale si ispira fortemente il Programma Interreg Marittimo Italia-Francia, il cui slogan è “La cooperazione al cuore del Mediterraneo”.

GLI INTERVENTI – Durante la mattinata del primo giorno c’è stato l’intervento del Vicepresidente della Regione Liguria On. Alessandro Piana che non è voluto mancare, tramite collegamento web, per esprimere grande soddisfazione per i risultati raggiunti. Non sono mancati i saluti e l’entusiasmo dell’Assessore alla Programmazione e Bilancio della Regione Sardegna, Giuseppe Fasolino rappresentato dalla Dottoressa Sonia Congiu del CRP (Centro Regionale Programmazione) e dalla Dott.ssa  Elisabetta Mallus dello staff dell’Assessore. Presente per il CRP anche il Dott. Gianluca Cadeddu, Responsabile per la Sardegna del Programma Interreg. Importanti anche le presentazioni dei Progetti che sono alle fasi iniziali ma che condividono con P.Ri.S.Ma-MED obiettivi e territorio d’azione, ovvero F.L.A.G.S. e Strong Sea Life.

 

Ha dato il via ai lavori dei laboratori nel pomeriggio il neo Assessore del Comune di Olbia, Vanni Sanna con deleghe, tra le altre, alla cooperazione in area transfrontaliera, sviluppo economico, servizi relativi al commercio e alla pesca, che si è dimostrato entusiasta e disponibile a collaborare con il FLAG (il Comune olbiese è parte attiva del partenariato dal 2016) per i progetti futuri sottolineando l’importanza di quanto fatto concretamente con P.Ri.S.Ma-MED.

 

 

 

 

Durante i laboratori sono stati aperti due tavoli, uno istituzionale curato dalla Dott.ssa Mirvana Feletti, Funzionaria Responsabile del settore pesca e acquacoltura della Regione Liguria sul protocollo da adottare per rendere effettiva la gestione dei rifiuti e uno operativo curato dal Dott. Danilo Spano, Responsabile CLLD del FLAG Nord Sardegna su come agire per coinvolgere i vari attori, installare le isole ecologiche, gestire in modo efficace le varie tipologie di rifiuto che arrivano in porto.

 

FUTURO – Tutti questi progetti, che in questa prima fase erano solo pilota, con la seconda edizione di P.Ri.S.Ma-MED nell’ambito della nuova Programmazione Comunitaria potrebbero diventare ancora più operativi e concreti.

Per il FLAG Nord Sardegna e per tutti i partner questo è un punto di partenza e non di arrivo, nella speranza di poter dare un seguito a ciò che di buono è stato seminato in questi anni. Molto è stato fatto e ancora di più si può fare in futuro unendo le forze nello spirito di cooperazione che ha caratterizzato questo fruttuoso percorso.

Avviso rivolto a tutte le unità di pesca, in transito o stanziali, aventi lunghezza superiore a 10 metri operanti nel Golfo dell’Asinara

A causa della carenza di posti di ormeggio destinati alle unità da pesca, e per monitorare costantemente gli spazi disponibili in banchina, al fine di soddisfare, per quanto possibile, le esigenze di ormeggio di volta in volta avanzate la Capitaneria di Porto Torres ordina:

Articolo 1 – È fatto obbligo a tutte le unità da pesca, siano esse in transito o stanziali, aventi lunghezza superiore a 10 metri, di comunicare immediatamente alla Sala operativa della Capitaneria di Porto di Porto Torres, l’ingresso e l’uscita dai porti di Porto Torres, Castelsardo, Stintino e Isola Rossa, mediante Vhf canale 16 o telefonicamente al n. 079-515151.

Articolo 2 – Chiunque non osservi le norme stabilite nella presente Ordinanza, salvo che il fatto non costituisca altro illecito amministrativo ovvero reato, è punito, ai sensi degli artt. 1174 e 1231 del Codice della Navigazione.

Articolo 3 – È fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e far osservare la presente Ordinanza.

 

Di seguito il testo integrale dell’Ordinanza della Capitaneria di Porto Torres.

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La rubrica del FLAG su tutti i progetti che hanno l’obiettivo di ripulire i mari dalla plastica, ridurne l’impatto, richiamare l’attenzione sul problema

1. FLOTTA ANTINQUINAMENTO

La notizia sul sito del Ministero dell’Ambiente

Si tratta di un accordo della durata di 2 anni raggiunto con il Consorzio Castalia

32 unità navali specializzate nel contenimento e recupero di idrocarburi e di sostanze derivate e di olii minerali nelle acque del mare territoriale, lungo il perimetro costiero nazionale.Novità importante rispetto al passato è che il servizio antinquinamento marino, unitamente alle tradizionali forme di contrasto degli idrocarburi, si dedicherà anche alla raccolta di rifiuti marini galleggianti e in particolare della plastica, sia in aree marine protette che in aree antistanti le foci dei fiumi.

L’operazione MarePulito è partita il 1 febbraio, queste le parole del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa

Oggi diamo il via a una grande operazione: #MarePulito. Abbiamo attivato oggi la flotta navale contro i rifiuti in mare. A Fiumicino, alla foce del Tevere, sono entrate in azione le imbarcazioni più piccole che possono avvicinarsi alle coste e alle foci dei fiumi. Ci sono poi quelle più grandi che lavoreranno più a largo. In tutto sono 32 imbarcazioni di varie dimensioni con una presenza giornaliera e costante. Proteggeremo così i nostri mari, le nostre aree marine protette e i grandi fiumi inquinati d’Italia grazie all’accordo con i consorzi Castalia e Corepla e recupereranno questa plastica e che poi entrerà nella filiera del riciclo. Ricordiamoci sempre che l’Italia ha più superficie marina che terrestre. Siamo convinti che i nostri mari debbano tornare a essere la nostra vetrina sul mondo per questo c’è bisogno di un #MarePulito

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2. IL MARE DI PLASTICA

Alex Bellini è un esploratore di Trieste e gira il mondo tra i fiumi e i mari più inquinati puntando i riflettori su un problema che non può più essere ignorato, “ecco perché serve l’aiuto di tutti”.

Guardate l’intervista su Repubblica 

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3. LA MANTA CHE PULISCE I MARI

Yvan Bourgnon è il velista franco svizzero che ha progettato Manta, il catamarano che dal 2024 entrerà in missione per pulire i mari dalla plastica. Il progetto è sostenuto dall’associazione SeaCleaners. L’obiettivo è liberare gli oceani da 5000-10.000 tonnellate di rifiuti di plastica l’anno. La barca opererà principalmente in Asia, Africa e Sud America, in aree particolarmente colpite dall’inquinamento marino dovuto alla plastica: coste, fiumi, foci ed estuari. La durata media di una missione di raccolta sarà di tre settimane. Il catamarano sarà in missione 300 giorni all’anno e sarà in grado di ospitare 34 persone a bordo, delle quali 22 membri dell’equipaggio. La barca sarà aperta al pubblico per aumentare la consapevolezza del problema, ma anche scienziati di missioni internazionali.

Guardate il servizio del Tg1 andato in onda qualche giorno fa

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4. MACCHINETTE MANGIAPLASTICA

L’Italia si sta, con notevole ritardo, mettendo in pari con i paesi del nord Europa. È consuetudine trovare nei supermercati degli amici del nord trovare avveneristici marchingegni che in cambio di bottiglie danno gettoni, o punti che accumulati offrono buoni spesa, biglietti degli autobus e altri incentivi. In Italia la distribuzione è molto più recente e ha visto la Capitale fare da rompighiaccio. Le ultime ad essere state installate sono state a Genova, mentre gli ecocompattatori, questo è il termine tecnico, si trovano anche in alcuni punti vendita di una nota catena di supermercati. 

La direzione è quella giusta!

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5. P.Ri.S.Ma-MED

P.Ri.S.Ma-MED è il progetto finanziato nell’ambito del Programma di Cooperazione Territoriale Italia-Francia Marittimo (Cofinanziamento FESR € 1.664.778,30) ed ha durata triennale fino a marzo 2021. È finalizzato ad innovare la governance e la gestione integrata, nei porti commerciali, di rifiuti e scarti derivanti da pesca, acquacoltura e diporto attraverso l’adozione di un Piano rifiuti e scarti pesca/acquacoltura/diporto. 

Il progetto P.Ri.S.Ma-Med coinvolge 4 regioni ed 8 partners coordinati da Regione Liguria: TICASS, Regione Toscana, C.I.R.S.PE., FLAG Nord Sardegna, Unione di Comuni dell’Alta Gallura, Chambre de Commerce et d’Industrie d’Ajaccio et de la Corse-du-Sud e Gestimar s.c.a.r.l.

Tra le varie attività legate a P.Ri.S.Ma-MED, ci sono vari progetti pilota che studiano un modo sostenibile per il riciclo dei rifiuti nella creazione di oggetti di vario tipo. In Sardegna, in collaborazione con un’istituto tecnico, si lavora a progetti che riutilizzino i gusci delle cozze per farne ammendante per i terreni agricoli o oggetti di varia natura, come bigiotteria o materiali edili.

Qui il link da visitare per restare informati sul progetto.

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6. EMPOWER – UN SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI DI PLASTICA

I rifiuti di plastica pongono notevoli sfide ambientali. Essendo un prodotto monouso, attualmente non esiste un sistema di gestione dei rifiuti universale che si occupi dello smaltimento e del riciclo della plastica. Empower è una start-up norvegese che utilizza la tecnologia blockchain che premia l’azione della comunità. Ora in più di 15 paesi la piattaforma basata su app incentiva la raccolta dei rifiuti di plastica, avvia i sistemi di gestione dei rifiuti e incoraggia la trasparenza nelle catene di approvvigionamento dei produttori di plastica. Dalla plastica raccolta in giro per il mondo tante aziende producono oggetti di vario tipo, anche dal valore finale molto alto. 

Qui il video della campagna, pubblicato dalla BBC

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7. SITUAZIONE LOTTA ALLA PLASTICA IN PERIODO COVID-19

Le notizie che arrivano dal fronte lotta alla plastica in periodo di pandemia non sono sempre delle migliori. Da un anno a questa parte siamo sommersi dalle mascherine e altri presidi che non sempre vengono correttamente smaltiti e che sempre di più troviamo nei mari di tutto il mondo. 
Ma oltre a questo problema di civiltà i vari Stati, secondo una ricerca del Parlamento Europeo, impegnati nella lotta alla pandemia avrebbero avuto non pochi inconvenienti del proseguire la lotta alla plastica.
 

Qui l’articolo di Repubblica

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8.1 MICROPLASTICHE – IL FERRO DI FIONN FERREIRA

Oggi parliamo di microplastiche, un nemico infido e minuscolo che si trova ovunque, persino nelle placente. La lotta a queste particelle può sembrare impossibile ma non è così, fortunatamente. Un articolo del Guardian parla di varie iniziative. La prima è quella di un giovane scienziato irlandese, Fionn Ferreira, che qualche anno fa ha sperimentato che con l’utilizzo di olio e polvere di ferro si possono catturare le microplastiche filtrando le acque reflue prima che finiscano in mare. Con il suo metodo si  può rimuovere circa l’85% delle microplastiche presenti nell’acqua.

Qui l’esperimento del giovane scienziato

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8.2 IL RETINO STATICO DI MARC 

Marc Ward, fondatore dell’associazione Sea Turtles Forever Blue Wave, da più di 15 anni si occupa di microplastiche, in Sud America e ora lungo le coste dell’Oregon. Il suo metodo è semplice: uno speciale schermo statico, l’aspetto è quello di una rete, per passare al setaccio la sabbia sulle spiagge. Il risultato è di 5 chilogrammi di microplastica per ogni metro quadrato di litorale. L’ambientalista americano si rende conto che è un po’ come voler svuotare il mare con un secchiello, poiché un’ondata dell’oceano, carica di microplastica, può cancellare un pomeriggio di lavoro con il suo “retino”: ma ritiene che sia meglio che non fare niente.

Qui un video sull’attività di Marc Ward

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8.3 UN FILTRO DI NANOCELLULOSA

Dalla Finlandia arriva l’idea, ancora in fase sperimentale, di un filtro per l’acqua creato da reti di nanocellulosa ricavate dalle piante. La microplastica, con un diametro di appena 0,1 micrometri, a causa delle sue dimensioni infinitesimali è particolarmente difficile da rimuovere dall’acqua potabile così come dalle acque di scarico. Ma la struttura di cellulosa, mesa a punto dalla professoressa Tekla Tammelin del Vtt Technical Research Centre di Helsinki, sembra in grado di farlo. 

L’articolo che spiega nel dettaglio il funzionamento della nanocellulosa

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9. PICCOLE ATTIVISTE CRESCONO

La lotta alla plastica non ha né confini né età. Ce lo dimostra Skye Neville, bambina di 10 anni di Fairbourne, in Galles, che oltre a raccogliere i rifiuti che le persone lasciano in giro, ha deciso di fare una petizione online (tinyurl.com/petizioneSkye) che porti al bando dei giocattoli di plastica nei fumetti e nelle riviste. La sua iniziativa sta avendo molto successo tanto da ricevere il plauso di politici e attivisti ma anche qualche importante traguardo:  la catena di supermercati Waitrose ha annunciato che non venderà più riviste contenenti giocattoli “usa e getta”. Il rivenditore ha spiegato che la scelta è stata ispirata proprio da Skye.

«Sono molto felice per la decisione di Waitrose», ha detto la bambina al Guardian. «Però penso che sia una vergogna che sia necessario fare notare alle case editrici che quello che fanno è sbagliato. Sarebbe bello se prendessero la cosa seriamente, senza che glielo debba dire una bambina di dieci anni». 

Non è andata bene, invece, con la risposta di una rivista che la bambina legge abitualmente e da lì è partita l’idea della petizione online. Attualmente 62.791 persone su un obiettivo di 75.000 hanno firmato.

«Questo è il motivo per cui voglio che gli editori di riviste e fumetti si prendano davvero cura dell’ambiente e smettano di regalare giocattoli di plastica con le loro pubblicazioni. Mi piace molto leggere le riviste, ma non voglio quei giocattoli di plastica scadenti con cui si gioca per pochi minuti o che si rompono al primo utilizzo e poi vengono buttati via. Tutti i “regali” offerti dalle riviste devono essere sostenibili ed etici, in modo da proteggere il nostro pianeta per noi e per le generazioni future».

Fonte

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10. PAUL ROSE, L’ESPLORATORE DELL’OCEANO

Su National Geographic una bellissima intervista a Paul Rose, il famoso esploratore che sensibilizza sui pericoli che corrono i nostri mari, tra i quali l’inquinamento da plastica rappresenta sicuramente quello peggiore con tutte le conseguenze che si porta dientro.

Il vantaggio di lavorare in luoghi selvaggi è assistere personalmente agli effetti del cambiamento climatico e dell’inquinamento da plastica. Nelle aree urbane trafficate è facile ignorare i segnali ma nella natura e nei luoghi incontaminati gli effetti sono molto evidenti. Sono tornato nelle regioni polari per vedere che le piattaforme di ghiaccio sono scomparse e i ghiacciai si sono ritirati. Sulle remote spiagge artiche un tempo incontaminate, ora trovo plastica ovunque. In tutte le nostre spedizioni, troviamo plastica in ogni campione d’acqua che preleviamo.

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11. TORNANO I SEABIN 

Si rinnova la collaborazione tra Coop e LifeGate, che per il secondo anno consecutivo posizioneranno i cestelli Seabin in corrispondenza di fiumi, mari e laghi italiani. La campagna di Coop per l’ambiente porterà all’installazione di 34 Seabin nel 2021, rilanciando così la lotta alla plastica e alle microplastiche. Novità di quest’anno la collaborazione con la barca a vela “Anywave“, la prima imbarcazione di questo tipo che può vantare a bordo la figura di Responsabile ecologico “RECO” e un decalogo ambientale su come comportarsi in navigazione e in fase di attracco. La barca seguirà il percorso dei Seabin e toccherà alcune delle tappe previste da Coop (Livorno, Sanremo, Brindisi, Portofino, Ancona, Trieste e Venezia). Offrirà inoltre un supporto educativo permettendo le visite di soci, scuole e consumatori.

Seabin è un cestello unico nel suo genere. Galleggia a pelo d’acqua, catturando i rifiuti presenti nelle aree circostanti. L’acqua incamerata viene poi restituita a marifiumi e laghi dopo essere stata filtrata. Restituzione possibile grazie a una piccola pompa, capace di gestire fino a 25.000 litri all’ora.

Fonte

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12. LA PLASTICA ADDOSSO

La coscienza green inizia a diffondersi sempre di più anche nel settore dell’abbigliamento. Sempre più brand decidono di creare linee usando la plastica riciclata anche per scuotere le coscienze dei clienti. Ultimamente soprattutto quello sportivo si sta dedicando molto al tema del riciclo e grandi marche hanno lanciato la loro linea green. Come riportato in questo articolo di Repubblica,

In generale, moltissimo i marchi dello sport-wear stanno cercando di fare per rivoluzionare la produzione, l’uso dei materiali e il ciclo di vita di scarpre sprtove e sneakers, nuovi metodi per cercare di invertire la tendenza che finora vedeva gran parte delle 24,2 miliardi di paia di scarpe prodotte ogni anno nel mondo finire in discarica dopo l’uso. Se nel globo esistono già diversi progetti per il recupero delle scarpe, come in Italia Esosport finalizzato a raccogliere scarpe, palline, pneumatici e altri materili per riciclarli e trasformarli per esempio in pavimentazioni per parchi giochi e piste di atletica, negli ultimi tempi tutti i grandi brand sportivi stanno sposando questi nuovi sistemi di economia cirolare e riciclo.

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13. IN CILE SI SCRIVE LA STORIA DELLA LOTTA ALLA PLASTICA

In Cile stop alla plastica monouso: il 20 maggio è stata approvata all’unanimità l’ambiziosa e storica legge che vieta polistirolo e plastica usa e getta. Nella prima fase, entro sei mesi dalla pubblicazione ufficiale della legge, sarà vietata la consegna di posate, cannucce, palette e qualsiasi oggetto in polistirolo nei locali. La nuova legge è stata sviluppata con l’aiuto delle organizzazioni no profit Oceana Cile e Plastic Oceans Cile, senza le quali, questa legge probabilmente sarebbe ancora lontana. Nel 2019, i due gruppi hanno presentato un rapporto al parlamento cileno in cui si descriveva nel dettaglio sia il problema dell’inquinamento da plastica che i divieti governativi esistenti. Questo rapporto ha costituito la base per il disegno di legge introdotto nel maggio dello stesso anno.

Fonte 

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14. ENTRO IL 3 LUGLIO ADDIO PLASTICA IN EUROPA

Le misure, adottate nel 2019, stanno per entrare in vigore non senza polemiche, soprattutto in Italia. L’Unione Europea si prepara a vietare plastica monouso come “bicchieri, posate e piatti in plastica monouso e oxo-degradabili insieme a cotton fioc, cannucce e tutti quei prodotti per i quali esistono in commercio alternative economiche più sostenibili“. Un passo importante che tutti i paesi devono compiere insieme perché “il recepimento armonizzato nella legislazione nazionale è importante per il buon funzionamento del mercato interno“. 

Le polemiche sono nate per il settore biodegradabile che viene equiparato alla plastica da vietare, come spiegato in questo passaggio degli orientamenti della Commissione EuropeaAi sensi della direttiva, la plastica biodegradabile/a base organica è considerata plastica. Attualmente non esistono norme tecniche ampiamente condivise per certificare che un determinato prodotto di plastica sia adeguatamente biodegradabile”nell’ambiente marino in un breve lasso di tempo e senza causare danni all’ambiente”. L’Italia insorge perché sarebbe un duro colpo per l’industria del packaging che ha fatto tanti passi in avanti verso la scelta di sostanze biodegradabili.

Fonte


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15. LA GIORNATA MONDIALE DEGLI OCEANI

L’8 giugno è la Giornata Mondiale degli Oceani. In questi anni di grande consapevolezza su quanto stia succedendo alla parte liquida del nostro pianeta, ma non sta bastando per arginare un problema di proporzioni enormi. Per questo anche in questa ricorrenza, che ricorda la data della Conferenza sull’ambiente di Rio del 1992, in cui per la prima volta il mondo intero si interrogò sul futuro degli ecosistemi, riflessioni e iniziative si sono rivolte tutte verso la pulizia degli Oceani. 

La lettera del Segretario Generale dell’ONU.

Articolo Corriere della Sera.

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16. SEA PLASTICS A CASTELSARDO

Il 14 giugno il catamarano “L’Im Possible” di Sea Plastics, un’associazione ambientalista ambientalista che organizza spedizioni nel Mediterraneo per verificare lo stato di salute del Mare Nostrum, è approdato a Castelsardo nell’ambito del loro tour europeo. Per l’occasione è stata organizzata una tre giorni interamente dedicata all’ambiente che si è conclusa con una conferenza alla quale sono intervenuti la Dott.ssa Stefania Pinna, biologa marina e referente dell’Associazione Plastic Free di Castelsardo, il Dottor Matteo Santoni, biologo e amministratore unico della Ge.Cas e il nostro presidente Benedetto Sechi, il quale ha illustrato la situazione attuale con il vuoto normativo da colmare e i progetti che sono stati avviati e si stanno avviando in ambito FLAG in tema di inquinamento da plastiche e non solo, come P.Ri.S.Ma.MEDFLAGS. Infine sono state fatte alcune semplici proposte facilmente attuabili: 

Adeguare la normative in materia di uso e smaltimento, creare premialità per le aziende che nel loro ciclo produttivo eliminano o riducono l’uso di materie plastiche;

Programmare il ciclo di riutilizzo, favorendo però i processi produttivi di economia circolare alla base stessa dell’accesso al mercato;

Eliminare cmpletamente tutti gli oggetti in plastica monouso e ridurre (o eliminare) le plastiche nella cosmesi, nei detergenti, e ridurne sensibilmente l’uso (così come quello del polistirolo) nel confezionamento per uso alimentare.(e su questo abbiamo visto che inizia a muoversi qualcosa un po’ ovunque).

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17. IL PAPER DEL WWF

Si legge nel documento pubblicato dall’organizzazione nata con lo scopo di protegge l’ambiente:

 Il biennio 2020-2021 doveva segnare la svolta nella lotta ai rifiuti di plastica in natura ma il Covid ha riacceso la sfida: 7 miliardi di mascherine vengono usate ogni giorno e la loro dispersione in natura ha gravissimo impatto su specie e habitat. 2 miliardi di tonnellate è il peso dei rifiuti che un mondo sempre più popolato produce ogni anno. Una quantità enorme che potrebbe crescere del 70% entro il 2050. E il fenomeno ha da qualche anno un simbolo: la plastica. Il biennio 2020/2021 avrebbe dovuto segnare la svolta nella lotta dei rifiuti di plastica in natura, che minacciano le specie – in particolare le tartarughe marine – e inquinano gli habitat. Ma il contrasto all’emergenza provocata dal Covid-19 ha riacceso la sfida contro questo nemico, che si ripresenta nell’utilizzo di numerosi oggetti usa e getta, come le mascherine monouso fatte in fibre di plastica.

Nel documento si presentano dei dati impietosi sulla produzione di plastica e quanto è aumentata con la pandemia. Si fa una panoramica sui prodotti e plastic free che sono stati spazzati via.

Il brusco aumento dei rifiuti di plastica non è solo dovuto alla domanda di mascherine e guanti bensì ad unrinnovato aumento della produzione e dell’uso di prodotti di plastica monouso, come i contenitori da asporto per alimenti e gli imballaggi di plastica usati nei supermercati e per le vendite online. L’emergenza sanitaria ha confuso i consumatori sulla presunta maggiore sicurezza del cibo confezionato rispetto allo sfuso.

Trovate poi 10 consigli per una spesa amica dell’ambiente e 6 regole per le consegne a domicilio.

Per leggere interamente il paper tinyurl.com/paper-wwf

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18. BUONE PRATICHE

Qualche buona pratica dei grandi brand è stata raccolta in questo articolo de Linkiesta che alla fine pubblica un decalogo di regole che sarebbe bene seguire.

1) Preferisci brand ed attività commerciali che utilizzano buste e packaging non in plastica.

2) Compra acqua in vetro e quando sei fuori casa porta con te una borraccia. Ogni secondo finiscono oltre 33.000 bottigliette di acqua nel Mar Mediterraneo (https://www.wwf.it/news/notizie/?uNewsID=47720).

3) Conserva e utilizza fino all’usura i sacchetti in carta. Ricorda di smaltirli in modo corretto.

4) Se non ne possiedi già, acquista delle shopper in cotone, juta o altri materiali resistenti da utilizzare per fare la spesa. Online trovi inoltre diverse tutorial per creare shopper con materiali da riciclare come ad esempio t-shirt che non indossi più.

5) Quando sei in spiaggia a goderti il mare ricorda di gettare e differenziare i tuoi rifiuti nel modo corretto.

Questi sono soltanto 5 piccoli gesti che richiedono un impegno minimo per difendere il mare.

Non possiamo più aspettare, bisogna agire! Per salvaguardare il mare, il nostro Pianeta, noi stessi ed il futuro delle prossime generazioni.

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19. L’APPELLO DEGLI SCIENZIATI

Un trattato internazionale per mettere al bando la produzione di nuova plastica dal 2040, permettendo solo quella riciclata. È quanto chiede un gruppo di scienziati di varie nazioni, con un appello pubblicato sulla rivista Science.
I ricercatori chiedono il bando della produzione di plastica vergine dal 2040, la promozione dell’economia circolare, incentivando il riciclo di grandi volumi di rifiuti e l’avvio di una campagna mondiale di rimozione dei rifiuti di plastica abbandonati nell’ambiente. I 14 scienziati firmatari vengono da Germania, Australia, Usa, Svizzera, Nuova Zelanda, Finlandia, Ruanda. Secondo l’appello, serve un nuovo accordo globale “per coprire l’intero ciclo di vita delle plastiche, dall’estrazione delle materie prime necessarie per la loro produzione all’inquinamento ad esse legato”.

Per Nils Simon, uno degli autori,

l’inquinamento da plastica pone una considerevole minaccia all’ambiente, anche se non ancora pienamente compresa. Affrontare questa sfida richiede un approccio innovativo, che favorisca misure per ridurre la produzione di plastica vergine e comprenda passi ragionevoli verso una economia della plastica sicura e circolare.

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20. IL NOBEL PER L’AMBIENTE AGLI ATTIVISTI/1 Gloria Majiga-Kamoto

Non solo scienziati e studiosi, tutti possono fare qualcosa di concreto per l’ambiente.

È il caso di sei attivisti che sono riusciti a portare avanti le loro lotte per la sostenibilità ambientale con successo, coinvolgendo le proprie comunità e spingendole a prendere iniziativa a loro volta. Cittadini che, grazie alla loro tenacia, sono riuscite a guadagnarsi il Goldman Environmental Prize, un vero e proprio premio Nobel per l’ambiente che, dal 1990, viene assegnato annualmente a un attivista per ognuna delle sei regioni geografiche del mondo.

Partiamo da Gloria Majiga-Kamoto e la sua battaglia contro l’inquinamento a sud dell’equatore.

Preoccupata dal danno ambientale causato dal crescente inquinamento da plastica in Malawi, Gloria Majiga-Kamoto nel 2017 ha dato il via a un movimento a sostegno del divieto di produzione di plastica sottile, un particolare tipo di plastica monouso. Dopo appena due anni, nel luglio del 2019, come risultato della sua campagna, l’Alta Corte del Malawi ha confermato il divieto di produzione, importazione, distribuzione e utilizzo di questo tipo di plastica.

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Lettera di solidarietà e disponibilità immediata per un sostegno attivo e fattivo alle popolazioni colpite dall’incendio

Il presidente del FLAG Benedetto Sechi ha scritto una lettera indirizzata al presidente del GAL Terras de Olia, Gian Battista Ledda per esprimere sgomento per ciò che è accaduto e sta accadendo in queste ore nel loro territorio e in tutto il Montiferru, nel Marghine, nella Planargia e nell’Alto Oristanese.

Sento il bisogno, – ha dichiarato il nostro presidente – prima ancora del dovere istituzionale, di trasmettere alle comunità del GAL Terras de Olia, e tutte quelle colpite così fortemente da questa devastazione, tutto il sostegno dell’Assemblea dei soci del FLAG Nord Sardegna“.

Il disastro sembra essere immane per il bestiame, la natura e per i danni incalcolabili anche all’interno dei tanti comuni coinvolti. 

Troppe volte, anche nel recente passato, ci siamo trovati a dover piangere senza più lacrime, asciugate dal fumo e dal calore rovente, la nostra terra; ed è una magra consolazione che non si registrino vittime tra la popolazione, perché il disastro ambientale è tale e tanto che molte generazioni dovranno passare prima di poter ricucire la ferita aperta in questi giorni“.

Da parte del FLAG la piena solidarietà a tutte le popolazioni coinvolte e “la disponibilità ad appoggiare attivamente e fattivamente, qualunque iniziativa possiate ritenere utile al fine di aiutare il territorio a riprendersi“.

L’Assemblea del FLAG ospitata dal Comune di Badesi

Comunicato stampa

Il Comune di Badesi ha ospitato l’Assemblea del FLAG Nord Sardegna, di cui lo stesso Comune è partner sin dalla costituzione.

Il consigliere Roberto Pirodda, componente del Consiglio Direttivo del Flag, ha portato i saluti dell’Amministrazione ai partner del FLAG, riuniti per l’approvazione del bilancio ed altri adempimenti sociali.

È stato un anno intenso quello appena trascorso per il partenariato, anche se in buona parte le attività di rete si sono svolte da remoto a causa della pandemia.

La stessa pandemia ha indotto le imprese di pesca e acquacoltura a cercare soluzioni alternative alla commercializzazione e alla propria presenza sul mercato, sperimentando con il sostegno del FLAG una campagna di comunicazione a supporto della vendita diretta della produzione, una buona prassi da consolidare e trasferire in altre aree.

L’analisi del percorso compiuto effettuata dal presidente Benedetto Sechi ha messo in evidenza le tappe di attuazione del Piano di Azione e delle altre azioni, come la formazione professionale, che vede in pieno svolgimento il percorso per Manager di Rete per la Blue Economy.

Tra le azioni più significative, il finanziamento di nuove infrastrutture nei porti di pesca di Bosa, Castelsardo e Isola Rossa, a supporto del lavoro delle marinerie locali.

Dal presente all’immediato futuro: il partenariato ha avviato la riflessione sul ciclo di programmazione 2021/2027, con focus sul FEAMPA, il Fondo Europeo dedicato alla Blue Economy, vale a dire le attività connesse alla pesca e acquacoltura e allo sviluppo complessivo delle comunità costiere.

Le parole chiave sono: sostenibilità, resilienza e transizione digitale.

L’Unione Europea continua a puntare sulla progettazione partecipata, il cosiddetto approccio CLLD, ovvero lo sviluppo locale guidato dalle comunità, in questo caso quelle costiere, che devono trovare una nuova dimensione tra identità e cambiamento.

Il partenariato del FLAG, dopo due cicli di programmazione si prepara dunque al terzo, un esame di maturità al quale arriva con esperienza, competenze e motivazione adeguate per progettare una nuova strategia di sviluppo locale costiero, con una consolidata attitudine a dialogare con territori e filiere confinanti.

Nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro dell’Istituto GA Pischedda di Bosa, del quale il FLAG era tutor aziendale, è stato presentato il piano di marketing in aula consiliare a Bosa

Una presentazione dettagliata e appassionata, quella di Alessia Serra e Carlotta Deriu delle classi IV E/F dell’Istituto Pischedda di Bosa, alla presenza del Consiglio Comunale bosano. 
Il Piano è il frutto di un lavoro durato due anni (causa Covid) che è culminato con un progetto e proposte concrete per la Città del Temo, che ha conquistato anche gli amministratori, entusiasti dell’esposizione.

I ragazzi del Pischedda nella sede del FLAGIl FLAG Nord Sardegna ha collaborato all’ambizioso progetto di Alternanza Scuola Lavoro portato avanti dalle docenti Prof.ssa Rita Murdeu e dalla Dott.ssa Stefania Crisponi, affiancate dal Dott.re Nino Ruggiu, tutor del FLAG, ospitando in due occasioni i ragazzi delle quarte E ed F con un incontro sullo sviluppo locale partecipativo e uno a tema comunicazione e social media.

In allegato trovate il piano, l’analisi SWOT e altri dettagli sul lavoro dei ragazzi.

 

 

 

I ragazzi del Pischedda nella sede del FLAG

 

 

 

 

 

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