Eventi News 14 Set 2026

Il mare che lavora. Il mare che accoglie. Il racconto del Press Tour

Si chiude con grande soddisfazione il press tour del FLAG Nord Sardegna tra San Teodoro, Olbia e Stintino. Due giornate di incontri, visite e confronto diretto con chi ogni giorno lavora sul mare e con il mare, per raccontare alla stampa regionale e nazionale esperienze, competenze e prospettive delle comunità costiere.

 

Si è concluso “Il mare che lavora. Il mare che accoglie”, il press tour organizzato dal FLAG Nord Sardegna il 10 e 11 settembre, che ha accompagnato giornalisti della stampa regionale e nazionale tra San Teodoro, Olbia e Stintino, alla scoperta di alcune delle attività che caratterizzano il settore della pesca e dell’acquacoltura, dalle più tradizionali a quelle legate alla diversificazione.

Un percorso pensato non semplicemente per mostrare un territorio, quello del Nord Sardegna, di enorme pregio e ricco di bellezze naturalistiche che ogni anno richiamano un gran numero di visitatori e non hanno certo bisogno di presentazioni. L’obiettivo era soprattutto entrare nei luoghi in cui si lavora, incontrare gli operatori, ascoltarne le esperienze e conoscere da vicino processi produttivi, competenze, difficoltà, prospettive e storie di vita.

 

La prima giornata ha portato i partecipanti nel mondo dell’acquacoltura, a partire dalla produzione ostricola nella laguna di San Teodoro e proseguendo nel Golfo di Olbia, territorio storicamente legato alla mitilicoltura.

Un’occasione per osservare direttamente le diverse fasi della produzione e approfondire temi sempre più centrali per il futuro del comparto, dalla sostenibilità ambientale all’innovazione, fino alla capacità delle imprese di adattarsi ai cambiamenti che interessano gli ecosistemi marini e lagunari.

Ospitati dalla Compagnia Ostricola Mediterranea, realtà che fin dalle sue origini, nei primi anni Duemila, ha scelto di dedicarsi all’allevamento delle ostriche, i partecipanti hanno conosciuto, attraverso i racconti di Francesca Gargiulli e Alessandro Gorla, cosa significhi trascorrere una vita immersi a mezzo busto nell’acqua ferma della Laguna di San Teodoro. Un Sito di Interesse Comunitario (SIC) in cui il silenzio è interrotto soltanto dal rumore delle ostriche smosse nei cestelli e dai versi delle tante specie di uccelli che popolano lo specchio d’acqua. Una convivenza in equilibrio, considerate anche le notevoli esternalità positive generate dall’ostricoltura sull’ambiente lagunare.

 

Il gruppo ha proseguito il proprio itinerario a Olbia, nello stabulario della Nuova Olbia Mitili, dove il padrone di casa Gianmario Degortes ha ospitato il pranzo preparato dall’inarrestabile macchina del Comitato di San Simplicio. Ogni maggio il Comitato prepara e distribuisce una considerevole quantità di cozze, l’oro nero della città, in occasione della festa patronale più importante, San Simplicio appunto.

Nello stabulario c’è stato anche l’incontro tra il press tour e le reti di supporto dei GALPA europei, impegnate negli stessi giorni nei loro lavori a Olbia.

Una “coincidenza” voluta che restituisce anche il senso del lavoro portato avanti dal FLAG: partire dalle esigenze del territorio e costruire connessioni, mettendo in relazione pescatori, imprese, istituzioni, ricerca e comunità e trasformando il confronto in progettualità e opportunità di sviluppo.

A Cala Saccaia, davanti allo specchio d’acqua che quest’anno ha raggiunto la temperatura record di 30 °C, mettendo in seria difficoltà i mitilicoltori, è stato possibile osservare anche alcune fasi della produzione.

 

Il viaggio è quindi proseguito in serata verso Stintino, dove il racconto si è spostato sulla pesca artigianale e sulle opportunità offerte dalla diversificazione.

L’ittiturismo e il pescaturismo consentono infatti ai pescatori professionisti regolarmente attivi di affiancare all’attività tradizionale nuove esperienze capaci di mettere in relazione pesca, cultura alimentare, conoscenza del mare e incontro con il pubblico, contribuendo a contenere lo sforzo di pesca e, allo stesso tempo, a dare maggiore valore al pescato attraverso la somministrazione al pubblico.

Da qui nasce l’attività di ittiturismo di Augusto Schiaffino: una vita trascorsa in mare, l’impegno come amministratore comunale e una passione sconfinata trasmessa anche alla famiglia. La sera apre le porte di casa a chi vuole vivere un’esperienza costruita intorno al pescato della mattina, trasformato dalle sapienti mani della moglie Gavina nei piatti della tradizione culinaria del territorio.

La diversificazione porta anche a questo: ridurre lo sforzo di pesca e alleggerire alcune delle fatiche alle quali i pescatori sono da sempre abituati, aprendosi ad attività che possono coinvolgere l’intero nucleo familiare e creare un rapporto diretto con il pubblico.

 

Un po’ come è successo a Silvia Pazzola e Davide Stacca.

Nella seconda giornata, infatti, questa dimensione è stata vissuta direttamente in mare. A bordo dell’Alex Monè, i partecipanti hanno seguito il lavoro quotidiano di Davide e Antonio, dalla partenza dal porto alla salpata delle nasse, con tutta la sorpresa che ogni operazione porta con sé, fino alla preparazione del pescato direttamente a bordo.

Silvia, temporaneamente a terra per la gravidanza, ci ha raccontato di essere stata tra le prime donne imbarcate ad aver usufruito della maternità, in un settore ancora caratterizzato da una presenza prevalentemente maschile.

Seguire da vicino una giornata di lavoro in mare ha permesso di comprendere quanto la conoscenza dell’ambiente, l’esperienza, la capacità di adattamento e la trasmissione dei saperi siano ancora elementi essenziali di questo mestiere.

L’attenzione alla qualità emerge in tanti dettagli, dalla scelta dei prodotti provenienti da piccoli produttori locali alla cura nel limitare la produzione di rifiuti. Un’attenzione che diventa ancora più importante all’interno di un Parco Nazionale come quello dell’Asinara: un ambiente che esige rispetto per la straordinaria bellezza che restituisce a ogni angolo, ben oltre i colori delle sue acque limpide e ricche di vita.

 

Sono stati due giorni che hanno dato voce a chi il mare lo vive come luogo di lavoro. Produttori, pescatori e operatori hanno potuto raccontare direttamente le proprie esperienze, mettendo sul tavolo i risultati raggiunti, ma anche criticità e questioni aperte: sostenibilità delle produzioni, cambiamenti climatici, innovazione, ricambio generazionale e necessità di costruire nuove opportunità economiche per le comunità costiere.

Il bilancio delle due giornate è quindi estremamente positivo. L’interesse e la partecipazione dei giornalisti coinvolti hanno confermato quanto sia importante creare occasioni di conoscenza diretta, capaci di andare oltre i numeri e raccontare queste attività attraverso i luoghi, le persone e il lavoro quotidiano.

 

Il FLAG Nord Sardegna desidera ringraziare tutti gli operatori che sono molto più che soci, sono compagni di viaggio e che in queste due giornate hanno aperto le porte di casa e delle proprie attività, condividendo esperienze e competenze; i giornalisti che hanno partecipato con tanto entusiasmo e curiosità; e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.

Un ringraziamento che si accompagna alla soddisfazione per aver dato vita a un’esperienza capace di generare confronto, curiosità e nuove connessioni. Raccontare il mare significa anche raccontare le comunità che su quel mare costruiscono ogni giorno il proprio lavoro e il proprio futuro.

 

“Il mare che lavora. Il mare che accoglie” si chiude così, ma il racconto continua. E continua proprio da qui: dalle persone, dalle competenze e dalle relazioni che rappresentano una delle risorse più importanti per il futuro delle comunità costiere del Nord Sardegna.

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