11 maggio, giornata storica per la lotta ai rifiuti in mare
All’incontro conclusivo del progetto P.Ri.S.Ma-Med avevamo auspicato un iter celere per la proposta di legge c.d. “Salvamare” presentata nel 2018 dall’allora Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. In un tavolo di confronto nei lavori pomeridiani, i partner presenti avevano provato a ideare un protocollo da adottare per rendere effettiva la gestione dei rifiuti.
Con il via definitivo al Ddl Salvamare gli auspici sono realtà.
Ci sono voluti 4 anni di lavoro in parlamento, e una legge apposita, per eliminare una delle normative più dannose d’Italia. Da oggi, chi recupera rifiuti di plastica in mare o in acque dolci, non sarà più costretto a ributtarli in acqua, per non essere denunciato addirittura per traffico di illecito di rifiuti. Finalmente, potrà fare la cosa più logica, cioè portare i rifiuti in porto, per farli smaltire e riciclare. Il Senato ha approvato in definitiva la cosiddetta Legge Salvamare, presentata in parlamento nel 2018 dall’allora ministro dell’Ambiente, Sergio Costa (M5S).
«Sono felicissimo, emozionato e commosso – ha commentato stamani l’ex ministro Costa su Facebook -: La perseveranza, la testardaggine, la voglia, la passione, con un pizzico di pazzia parlamentare, hanno trasformato un’idea in una legge che fa bene al mare e all’Italia».
Da questo articolo del Sole 24 Ore si evince come si sia andati oltre le incongruenze che vedevano “il semplice trasporto di questa spazzatura era considerato niente di meno che un reato penale, traffico illecito di rifiuti. I pescatori quindi, per evitare una denuncia, finivano per ributtare in acqua la plastica, con buona pace dell’ambiente”.
Con l’attuazione di questo dispositivo, i rifiuti potranno essere portati in porto dove i pescatori troveranno delle isole ecologiche. Grazie al progetto P.Ri.S.Ma-Med in alcune marinerie del nord Sardegna questo sarà possibile una volta recepite le novità introdotte dalla legge, essendo state già acquistate a Isola Rossa e Santa Teresa Gallura da parte del partner di progetto Unione di Comuni dell’Alta Gallura.
Previste, inoltre, premialità per i comandanti di pescherecci che conferiranno rifiuti accidentalmente pescati, così come tantissime attività di educazione ambientale nelle scuole.
Con l’augurio che sia stimolo definitivo rivolto alla tutela dei nostri mari, non possiamo che continuare a lavorare nella direzione giusta.
Anche il FLAG tra i partner di progetto

Al via il progetto Community Welfare @Olbia con il primo tavolo di partenariato.
Il progetto, presentato presso la sede di Olbia della Camera di Commercio di Sassari, è stato ideato da FRADI Impresa sociale Srl ed è vincitore di un finanziamento a valere su: “Welfare di comunità”, promosso da Fondazione Èbbene, Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico e Fondazione di Comunità San Gennaro, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e riservato alle migliori idee imprenditoriali e di prossimita? italiane. FRADI è una realtà nata nel 2020 ma animata da professionisti con tanti anni di esperienza nel terzo settore e nello sviluppo locale che sta per entrare a far parte del partenariato del FLAG Nord Sardegna: manca solo la ratifica da parte dell’Assemblea dei Soci.
A presentare il progetto Communiy Welfare @Olbia al primo incontro pubblico, con partner e istituzioni della città, è stato il presidente di FRADI, Francesco Sanna assieme al referente Michele Salis e a tutti gli altri protagonisti dell’impresa sociale.
Il progetto per i prossimi sei mesi avrà come centro operativo la città olbiese con l’obiettivo di creare un sistema di welfare aziendale attraverso la leva del welfare aziendale. I destinatari del percorso sono le imprese con i loro dipendenti e conseguentemente le loro famiglie e tutto il tessuto produttivo della città. Il maggiore benessere generato dovrebbe stimolare la produttività dei lavoratori e creare un circolo virtuoso in cui vincono tutti, dalle imprese che aumentano la loro responsabilità sociale, insita in quella imprenditoriale ma spesso poco emergente, ai lavoratori che potranno usufruire sul territorio di questi benefici, fino agli erogatori dei servizi che si trovano nel territorio.
Come sarà possibile?
L’impresa sociale FRADI ha sistemi di welfare aperto e condivisi e territoriali, nel senso che i lavoratori potranno scegliere gli erogatori di welfare sul territorio e inserirli nei loro piani personalizzati. Piani di welfare e progetto di sviluppo locale.
Con quale strumento?
Lo strumento è la piattaforma sviluppata dal partner di progetto TreCuori, che offre un canale di vendita dei servizi facile e intuitivo.
Per dare qualche numero, l’dea è quella di arrivare a creare 15 piani di welfare aziendale che toccano 375 lavoratrici e lavoratori con le loro rispettive famiglie e un totale di 150 erogatori di servizi sul territorio.
Le attività:
- Seminari e webinar per approfondire il tema con formazione per le imprese. Generali o anche specifici;
- Sportello welfare. Fornire consulenza personalizzata per impresa, lavoratore ed erogatore;
- Creazione dei piani di welfare aziendale;
- Creazione e implementazione degli erogatori di welfare territoriale della città di Olbia;
- Valutazione progetto;
- Restituzione pubblica dei risultati con l’evento finale;
Risultati attesi:
- Benessere lavoratori e famiglie;
- Rafforzamento legame tra imprese e lavoratori;
- Responsabilità sociale imprese;
- Impatto economico sulla città di Olbia (241.874€ di spesa welfare sul territorio).
Alcuni degli impatti sociali di medio periodo:
- Aumento conoscenza dei nuovi bisogni dei lavoratori;
- Inclusione lavorativa di persone con disabilità (art.14 L.68/99).
Cos’è il Welfare aziendale?
A spiegarlo il direttore di FRADI, Dimitri Pibiri: “Il welfare è una situazione win-win“. Vincono tutti perché il welfare è uno strumento che consente alle imprese di erogare compensi che vanno oltre il salario e che possono beneficiare del vantaggio fiscale, non essendo tassati, e potendo essere investiti interamente in servizi utili a seconda dei bisogni e dei desideri dei lavoratori. È meglio di altre premialità e incentivi, fa aumentare benessere e migliora il clima aziendale e conseguentemente la produttività delle imprese. Per farlo serve uno strumento: la piattaforma TreCuori, provider welfare nato nel Veneto e già attivo in questo settore già prima del 2016, come spiega il suo referente Flavio Di Stasio. Si tratta di un modello unico in Italia che può accontentare l’azienda con uno strumento fruibile che sostenga poi tutto il territorio. Ciò che prima erano tasse ora sarà una ricchezza generativa. “Oggi il lavoratore ha bisogno di sostegno al reddito, il rincaro prezzi a cui assistiamo ne ha diminuito il potere d’acquisto: i lavoratori non hanno avuto una integrazione, l’unico strumento oggi può essere questo sistema del welfare“. Siccome ancora questi strumenti sono semi sconosciuti, la cosa fondamentale sarà investire nell’informazione per aiutare il tessuto sociale e questa rappresenta la parte iniziale del processo che FRADI vuole portare avanti.
Dopo la presentazione del progetto spazio alle discussioni, alle domande e alle altre presentazioni dei partner presenti.
Welfare e pesca
Presenti il presidente e vicepresidente del FLAG, Benedetto Sechi e Gavino Soggia, e i rappresentanti del mondo del terzo settore, delle cooperative, gli imprenditori e i referenti dell’Agenzia Aspal della città olbiese.
In particolare, il presidente Sechi ha affrontato il problema dal punto di vista dei pescatori. “Il welfare è uno strumento che può avere un impiego in un settore dove non esiste il welfare, neanche quello di primo tipo. I pescatori quando sono imbarcati se si ammalano o infortunano non vanno in malattia, vengono sbarcati e poi eventualmente reimbarcati senza nessuna certezza. Può sembrare strano che esistano settori così, ma nella pesca c’è un salario convenzionale basso, la busta paga si costituisce con una parte di minimo e una parte legata alla produzione. In questi anni ho provato a far cambiare le cose parlando chi ne aveva il potere ma non ci sono riuscito. Quello che è interessante come FLAG con la nuova programmazione è fare progetti di sviluppo locale dove riuscire a inserire questi elementi. Potremmo, quindi, provare a inserire nelle nostre azioni dei modelli di questo tipo, cerchiamo di capire in che modo aiutare il settore, ma avremo modo di ragionarci insieme“.
La nota del FLAG e i comunicati stampa del CMO pre e post Consiglio Comunale

Il FLAG Nord Sardegna condivide la preoccupazione del CMO, il Consorzio Molluschicoltori Olbiesi, nostro partner, di fronte al progetto di realizzazione nella zona Industriale/commerciale di Olbia di una Centrale/Deposito di GNL, gas naturale liquefatto.
L’impatto che una infrastruttura di questo tipo potrebbe avere sulle attività di allevamento è potenzialmente molto alto e potrebbe compromettere produzioni, investimenti e occupazione diretta e indotta su un’attività tradizionale e di altissimo pregio.
Del resto, la coabitazione tra allevamenti e transito di navi commerciali e diportismo è già di per sé in precario equilibrio.
Il presidente del FLAG, Benedetto Sechi, pertanto, auspica che anche che l’Autorità Portuale della Sardegna possa utilmente, in un’ottica di sviluppo globale e strategico del sistema regionale, valorizzare la specificità di altri insediamenti ad alta vocazione industriale come Porto Torres, Sarroch o Portovesme per questo tipo di interventi, così garantendo anche un complessivo equilibrio nello sviluppo territoriale.
Il 29 aprile si è svolto in Consiglio Comunale a Olbia, nel quale è stato discusso il progetto di realizzazione nella zona indistruale di una Centrale/Deposito di GNL e della Centrale Termoelettrica. Il Consorzio dei Molluschicoltori di Olbia era presente e ha diramato un comunicato il giorno 3 maggio che alleghiamo qui di seguito assieme al primo dove parlavano dei grossi danni ambientali legati al progetto di EnerClima 20250.
L’associazione, presieduta da Raffaele Bigi, ha ritenuto opportuno fare delle precisazioni rispetto a quanto sentito nell’aula consiliare della città olbiese.
Documenti allegati
Scarica tutti gli allegati in formato ZIP
| Titolo | Formato | Dimensione | Azioni |
|---|---|---|---|
| Comunicato stampa CMO 27.04.22.pdf | 681 KB |
|
|
| Comunicato stampa 6 03.05.22.pdf | 456 KB |
|
|
| Comunicato stampa 7 05.05.22.pdf | 354 KB |
|
Nella Sala Filippo Canu del comune turritano presentato il progetto e i partner
IL PROGETTO
Sarà una presenza di 5 anni quella del progetto Strong Sea Life nel Golfo dell’Asinara e nella parte occidentale del nord Sardegna. Il progetto è formalmente iniziato nel dicembre 2021 ed è finanziato nell’ambito del programma Life, settore prioritario Natura e Biodiversità sui fondi stabiliti nella programmazione 2014-2020.
Strong Sea – Survey and TReatment ON Ghost Nets Sea Life ha come scopo quello di proteggere e migliorare lo stato di conservazione degli habitat Posidonia oceanica e Coralligeno, entrambi inclusi nella Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) e nella rete dei siti Natura 2000. Gli habitat sono stati scelti per il loro elevato valore ecologico e ambientale e per la loro rappresentatività nell’area di studio.
GLI ATTREZZI ABBANDONATI
La minaccia che il progetto si prefigge di affrontare sono gli ALDFG (Abandoned, Lost or otherwise Discarded Fishing Gear): attrezzi da pesca abbandonati, smarriti o altrimenti scartati che giacciono abbandonati nell’ambiente marino continuando una attività di pesca che ha il solo esito di sottrarre risorse all’ambiente. Inoltre la presenza degli attrezzi abbandonati deturpa e distrugge gli habitat interessati, peggiorandone lo stato di conservazione, diminuendone la biodiversità. Il progetto mira quindi a rimuovere gli ALDFG rinvenuti in zone nevralgiche identificate nell’area di studio, e il cui grado di deterioramento e interazione con le componenti biologiche dell’habitat li rendano rimovibile senza arrecare ulteriori danni all’habitat. In alternativa gli ALDFG verranno inattivati in modo da ridurre al minimo la pesca fantasma ma evitando di stressare oltre misura gli habitat sui quali insiste.
LA CONFERENZA
Nella Sala “Filippo Canu” del Comune di Porto Torres si è svolta la conferenza iniziale con la presentazione dei partner e di tutti i soggetti coinvolti a vario titolo, moderata da Paolo Tomassetti di Ispra.
I lavori sono iniziati con le parole del sindaco turritano Massimo Mulas, padrone di casa, che si è mostrato entusiasta del progetto e particolarmente sensibile al tema, come anche la vicesindaca Simona Fois che ha chiuso i lavori sottolineando l’importanza di un partenariato così nutrito e dell’approccio di rete dei soggetti coinvolti per rendere la risorsa mare al centro degli sforzi congiunti, e dare finalmente ad essa l’attenzione e la cura che merita.
Gli interventi di Ispra, capofila di progetto, hanno visto i vertici dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale sia in presenza che da remoto, aprire ufficialmente i lavori della mattina e simbolicamente del progetto che operativamente inizierà a stretto giro di posta. È intervenuto per i saluti istituzionali il presidente Stefano Laporta che ha parlato del progetto e si è detto soddisfatto che l’evento fosse ospitato in un comune che si sviluppa intorno al mare. Presente, anche lui da remoto, il direttore di Ispra Alessandro Bratti.
Per il Ministero della Transiziome Ecologica presente il DG Patrimonio Naturalistico Mare Oliviero Montanaro con un cenno sull’importanza del progetto e degli attori che lo partecipano ed evidenziando quanto si sposi perfettamente con le priorità e i programmi del futuro del Ministero. Tra i vari interventi istituzionali quello di Gabriela Scanu – Commissario Straordinario Ente Parco Nazionale Asinara, partner di progetto e Gianni Lampis, Assessore all’Ambiente della Regione Sardegna che ha portato i saluti del presidente Christian Solinas, assente per impegni precedentemente presi.
INTERVENTI TECNICI
Si sono poi susseguiti gli interventi tecnici dei vari partner coinvolti ad iniziare dalla Project Leader Serena Lomiri di Ispra che ha descritto il progetto e le varie tappe che si susseguiranno nei 5 anni di lavoro.
La parola è poi passata a Vittorio Gazale, direttore del Parco Nazionale dell’Asinara, con un’intervento sulle praterie di Posidonia oceanica e coralligeno all’interno del Parco.
Il Comm. S. Giovanni Tesei del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale ha incentrato l’intervento sul problema delle reti fantasma in Sardegna e sull’attività di prevenzione e repressione da loro svolte.
Presente il partner corso del progetto, Rémi Bellia di PETRA Patrimonia Corsica, che ha parlato della situazione delle reti fantasma e del riciclo dei rifiuti di plastica marina. Paolo Tomassetti di Ispra ha affrontato l’argomento dei criteri e delle tecniche di intervento per la gestione degli attrezzi da pesca dispersi. Agris, altro importante partner di progetto, con Simonetto Serra ha focalizzato l’attenzione sulle nasse disperse in mare e pesca fantasma, i risultati di uno studio condotto dall’Ente di ricerca della Regione Sardegna. Si è invece soffermata sul monitoraggio del coralligeno di parete, Paola Gennaro di Ispra.
Dopo gli interventi tecnici su monitoraggio ed eventuale recupero degli attrezzi dispersi si è poi parlato della nuova vita che si può dare a questi materiali.
La parola è andata quindi a Fulgenzio Cocco e Roberto Corda del Consorzio MCM, ad Anita Scafuro di Omega Plastic e a Valentina Deriu della Cooperativa Descaré che ha mostrato borse fatte con materiali di riciclo. Sono intervenuti anche i ragazzi di Risacca di Mazara del Vallo che danno nuova vita alle reti dismesse facendone accessori di alta moda.
Progetto indipendente ma strettamente legato a Strong Sea Life è l’app SeaWatcher realizzata da INFO/RAC Coordinating Unit. A parlare di come può essere integrata con il progetto è stata Lorenza Babbini di Ispra. L’app gratuita dà la possibilità a tutti di segnalare attrezzi dispersi potendo caricare la foto e inserendone la geolocalizzazione.
L’ultimo intervento della giornata è stato quello del nostro presidente Benedetto Sechi che ha analizzato la figura dell’imprenditore ittico, facendo un accenno agli attrezzi da pesca e parlando dell’iniziativa del FLAG relativa alle cassette di plastica riciclata che sono state donate ai pescatori che hanno fatto parte di uno studio sulla pesca tradizionale del nord Sardegna condotto da Agris.
Il progetto è stato ufficialmente presentato ed è già partito, adesso operativamente inizieranno tutte le attività di monitoraggio nel Golfo dell’Asinara e nella zona di Mare di Fuori.
Il FLAG Nord Sardegna presente alla Commissione consiliare speciale di studio Pesca del Comune di Porto Torres
La Commissione è stata convocata l’11 aprile 2022 dal presidente Sebastiano Sassu, finalizzata all’audizione del deputato Alberto Manca (M5S) sulle problematiche della piccola pesca e della pesca a strascico a Porto Torres e nel Golfo dell’Asinara più in generale. Il presidente del FLAG, Benedetto Sechi, è intervenuto ai lavori. Essendo il Comune di Porto Torres partner del FLAG, la collaborazione è sistematica ed efficace.
“Il quadro nel quale si sviluppa l’attività del FLAG Nord Sardegna è quello disegnato dall’Unione Europea, in stretto raccordo con il Ministero delle Politiche Agricole e Regione Sardegna, e in particolare del FEAMP, dal prossimo ciclo di programmazione FEAMPA – premette il presidente del FLAG – e le azioni del ciclo 2014/2020 sono in ritardo di due anni, con il conseguente tardivo avvio del ciclo FEAMPA 2021/2027, che a nostro avviso pregiudica lo sviluppo organico della filiera ittica”.
Il FLAG da tempo ha richiamato l’attenzione sull’assenza a livello regionale di una Direzione Generale o un Dipartimento dedicato a Pesca e Acquacoltura. Attualmente, infatti, tale funzione è svolta dal servizio Pesca con il quale il FLAG dialoga costantemente, al quale però non sono state assegnate sufficienti risorse per fare fronte alle crescenti esigenze del settore.
“Inoltre, ricorre da tempo presso le nostre marinerie la segnalazione di gravi danni allo stock ittico provocato dall’attività di pesca sportiva – continua Sechi – che spesso sconfina nell’abusivismo e in attività commerciali non regolamentate, con gravi danni all’attività di pesca professionale. Nel merito, segnaliamo da tempo la necessità dell’istituzione di un calendario che, sul modello di quello adottato per la caccia, regolamenti e all’occorrenza sanzioni l’esercizio difforme di tale pratica”.
Un fronte sul quale la nostra agenzia è costantemente impegnata è quello della diversificazione dell’attività di pesca, e su questo anche il Comune di Porto Torres potrebbe agire, basti ricordare che nell’isola dell’Asinara è presente un gran numero di strutture, alcune delle quali potrebbero essere utilmente destinate dall’Ente Parco ad attività collegate alla pesca.
“Non dimentico il problema del caro gasolio – ha concluso il presidente del FLAG – sappiamo bene quanto incidano sui costi di gestione quelli per il carburante, un livello di spessa ormai decisamente insostenibile per operatori già duramente colpiti dalla crisi indotta dalla pandemia”.
Incontro il 6 aprile alle ore 17:30 presso la sede del FLAG
Nell’ambito dell’Azione 4.1 – Creazione di Circuiti Virtuosi e dell’accorso stipulato tra FLAG e Agris, è nato il documento dal titolo “CARATTERIZZAZIONE DELLA PESCA ARTIGIANALE NEL NORD SARDEGNA – La flotta, i mestieri della pesca e il monitoraggio sul campo” che ha visto il coinvolgimento di un gruppo di pescatori di varie marinerie del nord Sardegna.
Il progetto, alla cui stesura ha partecipato un gruppo di specialisti e tecnici di Agris che stanno coadiuvando il FLAG nel raggiungimento degli obiettivi comuni legati all’Azione del Piano, ha visto un’unione di intenti e obiettivi condivisi tra la nostra agenzia di sviluppo e l’agenzia per la ricerca e l’agricoltura della Regione Sardegna, e verrà presentato il giorno 06.04.2022 presso la sede del FLAG Nord Sardegna, a Porto Torres, in via Lungomare Balai, 10 a partire dalle ore 17.30.
In coda all’evento si procederà alla consegna di cassette di materiale plastico ecocompatibile e per utilizzo alimentare, che saranno consegnate ai soggetti che hanno contribuito alla nascita del report.
I pescatori coinvolti nella sperimentazione si dividono tra Bosa, Stintino, Porto Torres, Castelsardo e Isola Rossa.
Questa nuova sperimentazione che il FLAG vuole portare avanti per rispondere al necessario abbattimento dell’utilizzo delle plastiche e dei derivati monouso – attualmente utilizzati dai pescatori – sostituendoli con strumenti lavabili e riutilizzabili e meno impattanti sull’ambiente, intende preparare il settore a quanto già sta accadendo a livello Comunitario con il divieto di produzione ed impiego delle cd “plastiche monouso”.
In allegato il report “Caratterizzazione della pesca artigianale del nord Sardegna – La flotta, i mestieri della pesca e il monitoraggio sul campo” a cura di Gabriele Sanna, Nicola Arrostuto, Marco Trentadue, Francesco Chessa, Simonetto Serra e Nicola Fois di Agris Sardegna nell’ambito della collaborazione con il FLAG ha dato una fotografia della capacità di pesca dei singoli attrezzi e dei diversi “mestieri” praticati nelle marinerie del nord Sardegna.
Il report ha un duplice obiettivo:
– poter disporre di un utile strumento a sostegno del percorso di certificazione delle principali specie pescate dalle marinerie della pesca artigianale;
– porre le basi per un monitoraggio continuo e sistematico sullo stato della risorsa ittica e sulle problematiche della categoria dei pescatori professionisti.
L’indagine ha potuto contare sulla attiva collaborazione dei pescatori fornendo un quadro attuale dello stato della risorsa e indicando, contestualmente, la necessità di indagare ulteriormente sulle diverse cause che incidono sullo stato della risorsa ittica come inquinamento, aumento delle temperature, capacità riproduttiva delle singole specie e, non ultimo, il prelievo sensibile, ma mai quantificato, della cosiddetta pesca ricreativa o sportiva, capace di incidere in maniera considerevole sul comportamento virtuoso della filiera, anche dal punto di vista della commercializzazione.
Documenti allegati
| Titolo | Formato | Dimensione | Azioni |
|---|---|---|---|
| RELAZIONE AGRIS web.pdf | 2206 KB |
|
Il 13 aprile verrà presentato il progetto presso la sala Filippo Canu di Porto Torres

Il 13 aprile dalle ore 9:00 a Porto Torres, presso la Sala Congressi Comunale “Filippo Canu” – Corso Vittorio Emanuele II, 103, si terrà la conferenza di apertura e presentazione al territorio, alle istituzioni e ai soggetti direttamente coinvolti il progetto STRONG SEA LIFE.
Sarà possibile seguire la conferenza anche online sul canale dedicato di ISPRA.
STRONG SEA – Survey and TReatment ON Ghost LIFE è un progetto finanziato nell’ambito del programma LIFE, settore prioritario Natura e Biodiversità, sui fondi stabiliti nella programmazione 2014-2020 ed è iniziato nel dicembre del 2021. Avrà durata di 5 anni. Il programma LIFE è lo strumento finanziario dell’UE per l’ambiente e l’azione per il clima, attivo dal 1992.
La minaccia che il progetto si prefigge di affrontare sono gli ALDFG (Abandoned, Lost or otherwise Discarded Fishing Gear): attrezzi da pesca abbandonati, smarriti o altrimenti scartati che giacciono abbandonati nell’ambiente marino continuando una attività di pesca che ha il solo esito di sottrarre risorse all’ambiente. Inoltre la presenza degli attrezzi abbandonati deturpa e distrugge gli habitat interessati, peggiorandone lo stato di conservazione, diminuendone la biodiversità.
Il progetto mira quindi a rimuovere gli ALDFG rinvenuti in hotsposts identificati nell’area di studio, e il cui grado di deterioramento e interazione con le componenti biologiche dell’habitat li rendano rimovibile senza arrecare ulteriori danni all’habitat. In alternativa gli ALDFG verranno inattivati in modo da ridurre al minimo la pesca fantasma ma evitando di stressare oltre misura gli habitat sui quali insiste.
Scopo del progetto è proteggere e migliorare lo stato di conservazione degli habitat Posidonia oceanica e Coralligeno, inclusi nella Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) e nella rete Natura 2000, scelti per il loro elevato valore ecologico e ambientale e per la loro rappresentatività nell’area di studio, ovvero il Golfo dell’Asinara e la costa nord occidentale dell’isola.
ISPRA è capofila del progetto, insieme a 5 partner associati: Corpo Forestale Vigilanza Ambientale, Parco dell’Asinara – AMP Isola dell’Asinara, AGRIS Regione Sardegna, MCM Consorzio Coop Produzione Lavoro e Petra Patrimonia Corsica.
Il progetto individua numerosi stakeholder, tra cui gli operatori del settore pesca, il gruppo maggiormente coinvolto nel progetto, e che potranno collaborare sia segnalando tempestivamente le reti perse sia partecipando al recupero degli attrezzi rinvenuti.
La Comunità Scientifica, i Parchi Nazionali e Regionali, le Aree Marine Protette saranno coinvolti in convegni e workshop e attraverso la diffusione di report di progetto, volti a raggiungere tutte le categorie di stakeholder interessate al tema del progetto, ciascuna per la propria area e pubblico.
Il progetto interesserà attivamente anche subacquei e diportisti, e in particolare i diving center dell’area, che oltre a partecipare attivamente alla divulgazione di azioni e risultati, beneficeranno del ripristino dell’Habitat guidato dal progetto e coinvolgerà attivamente anche gli studenti delle scuole superiori, medie e primarie per trasferire a loro e alle loro famiglie in modo diretto tutte le conoscenze legate alle attività di progetto.
Il FLAG ha dato il proprio contributo nella redazione del progetto e nell’individuazione del partenariato, assolvendo in questo modo al compito di agenzia di sviluppo locale e come elemento di raccordo con il settore della pesca. Avrà un ruolo attivo nel progetto grazie alla collaborazione con AGRIS Sardegna.
Per ulteriori informazioni vi rimandiamo alla pagina di ISPRA in cui il progetto è descritto più in dettaglio.
In allegato il programma della conferenza con tutti gli interventi.
Documenti allegati
| Titolo | Formato | Dimensione | Azioni |
|---|---|---|---|
| Strong_sea_life_programma.pdf | 1009 KB |
|
Sostegno finanziario ai settori della pesca, acquacoltura e trasformazione di prodotti ittici
Il 25 marzo 2022 la Commissione europea ha deciso di attivare nuove misure anticrisi per sostenere i settori della pesca e dell’acquacoltura a seguito dell’invasione russa in Ucraina.
Il sostegno del FEAMPA darà aiuto immediato agli operatori dei settori della pesca, acquacoltura e trasformazione dei prodotti ittici grazie a un indennizzo finanziario per le perdite economiche subite e per i costi aggiuntivi sostenuti. Permettera? agli Stati membri di concedere sia un indennizzo finanziario agli operatori per il loro mancato guadagno dovuto all’attuale perturbazione del mercato che “aiuti all’ammasso” alle organizzazioni di produttori. La misura di oggi si aggiunge al quadro temporaneo di crisi, che consente agli Stati membri di fornire un sostegno tramite aiuti di Stato.
Due le misure anticrisi:
– indennizzo finanziario agli operatori dei settori sipraindicati per il mancato guadagno e per i costi aggiuntivi, quelli legati alle conseguenze dell’aggressione militare;
– indennizzo finanziario alle organizzazioni dei produttori che attuano il meccanismo di ammasso dell’organizzazione comune dei mercati (questo consente alle organizzazioni di produttori di immagazzinare i prodotti dei loro aderenti in modo da garantire che i prezzi di mercato restino su livelli soddisfacenti).
Si tratta di un intervento temporaneo: si applichera? retroattivamente a decorrere dal 24 febbraio 2022, data di inizio dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina, e durera? fino alla fine del 2022. Gli Stati membri potranno decidere se ricorrervi o meno. In caso affermativo, dovranno includerla nella prossima versione del loro programma FEAMPA, da presentare alla Commissione.
In allegato il documento della Commissione e i link utili e la sezione domande e risposte sul meccanismo anticrisi.
Per qualsiasi ulteriore delucidazione potete scriverci a info@flagnordsardegna.it
Documenti allegati
| Titolo | Formato | Dimensione | Azioni |
|---|---|---|---|
| Pesca__la_Commissione_attiva_misure_anticrisi_per_dare_un_sostegno_finanziario_ai_settori_della_pesca_e_dell_acquacoltura.pdf | 47 KB |
|
Dura condanna al gesto intimidatorio nei confronti del presidente regionale Coldiretti
Benedetto Sechi, Presidente del FLAG Nord Sardegna, anche nome del Consiglio Direttivo e di tutta l’Associazione esprime la sua solidarietà al presidente regionale della Coldiretti, Battista Cualbu, per la vile intimidazione, che ha coinvolto la sua famiglia.
Si tratta certamente dell’opera dei soliti vigliacchi, che preferiscono agire nell’ombra e con i fucili, anziché confrontarsi con le idee, come sarebbe logico in una società civile. L’abbandono di vecchie pratiche e di una malintesa “balentia cialtrona”, sono ancora dure a morire, ma non riporteranno indietro la Sardegna, perché troveranno sulla loro strada la civile dialettica, ancora più necessaria in un momento di crisi come quella che stiamo attraversando.
Sabato 19 marzo la firma della convenzione a Palermo

Anche il FLAG Nord Sardegna, assieme ad altri 79 soggetti di 20 paesi diversi, sottoscriverà sabato 19 marzo la convenzione per i diritti del Mediterraneo, proseguendo in questo modo la sua attività di cooperazione internazionale, che anche nel recente passato lo hanno visto impegnato in progetti per il trasferimento di buone pratiche con delegazioni dell’Algeria e della Tunisia, per la diversificazione delle attività della pesca.
Come si legge nell’articolo di Sardegna Reporter,
La Convenzione peri i diritti del Mediterraneo è un documento di valori condivisi ma, contestualmente, anche uno strumento operativo per avviare azioni comuni sul fronte dell’accoglienza, dell’utilizzo dei beni comuni e dellasostenibilità, del rispetto dei diritti umani, della parità di genere e della libertà di informazione. Una carta elaborata dal basso – frutto di un anno e mezzo di lavoro e di 5 gruppi tematici e l’acquisizione di tanti contributi – che sancisce un PATTO tra i cittadini di questi Paesi per la creazione di una Rete permanente di confronto e collaborazione in grado di ridare centralità all’identità mediterranea per farne uno spazio creatore di umanità e di democrazia partecipata.
Il progetto è stato ideato dall’associazione “Un’altra storia” fondata da Rita Borsellino, in collaborazione con la Città metropolitana di Palermo, il “Forum italo tunisino” e l’Associazione internazionale “Agorà degli abitanti della terra”.
La Sardegna sarà ampiamente rappresentatata:
Parteciperanno alla cerimonia del 19 marzo, sottoscrivendo la Convenzione: Claudio Conti dell’Associazione Laboratorio Musicale HumaniorA; Salvatore Corveddu, ex dirigente della Cgil; Antonio Diana, Sindaco di Stintino; Marilina Fogarizzu, dell’ASD IOLAOS Sassari; Gerolama Maddau, Presidente dell’Associazione Il Tempo della Memoria; Attilio Mastino, Direttore della Scuola Archeologica di Cartagine, già Rettore dell’Università di Sassari; Rosario Musmeci, educatore, scrittore e rappresentante dell’APS Camperisti Torres; Maria Adelaide Novembre, dell’ASD In Sardegna: Sport, Cultura e Territorio; Lavinia Rosa dell’Associazione Ponti non muri; Salvatore Rubino, Docente Universitario, Presidente del Centro Studi sulla Civiltà del Mare; Benedetto Sechi, Presidente del FLAG Nord Sardegna; Esmeralda Ughi, Direttrice del Museo della Tonnara di Stintino; si collegherà da Cagliari Salvatore Cherchi, Presidente dell’ISPROM.
“Impegnarsi in attività di cooperazione, in un momento dove è più facile sentire rimbombi di missili e cannoni, è la strada giusta per evitare sofferenze e vittime civili“, afferma il presidente Benedetto Sechi.