Proseguono gli incontri che ci vedono partecipi con il presidente Benedetto Sechi al Gruppo Mare che Unisce nato in seguito alla firma della Convenzione dei Diritti nel Mediterraneo coordinati da Rosario Musmeci.

Qui l’incontro registrato 

Il documento approvato da tutti i firmatari della Convenzione

Il FLAG è entrato a far parte di un gruppo di attori che vivono e lavorano nel Mediterraneo firmando la Convenzione dei Diritti nel Mediterraneo. Quel gruppo di attori sta portando avanti dialoghi e discussioni che si concretizzeranno in progetti e partenariati con al centro il mar Mediterraneo. Ma non solo: si affrontano insieme le criticità. Una di queste è rappresentata dal Memorandum di intesa Italia Libia. Tutti i firmatari chiedono a gran voce la sua cancellazione. Qui il testo condiviso: 

La Convenzione dei diritti nel Mediterraneo, comunita? di oltre cento associazioni e persone di 20 Paesi del Mediterraneo, chiede la cancellazione del Memorandum e del finanziamento alla cosiddetta guardia costiera libica.

Il 2 novembre e? il termine ultimo per cancellare il vergognoso Memorandum di intesa Italia Libia (MoU), nel quale l’Italia si impegna ad addestrare e sostenere la cosiddetta Guardia costiera libica.

L’Unione Europea e i suoi stati membri devono sospendere ogni forma di cooperazione che contribuisca a trattenere migranti e rifugiati in Libia e a far subire loro violazioni dei diritti umani. Chiediamo, al contrario, che si dedichino all’apertura di percorsi legali urgentemente necessari per le migliaia di persone intrappolate in Libia e di una accoglienza umana e dignitosa.

Occorre sostituire le forme di cooperazione con altre misure per accrescere la disponibilita? di accessi sicuri e legali e dotarsi di un sistema di gestione degli sbarchi che assicuri il coordinamento tra diversi governi e sia legato a un meccanismo di redistribuzione. Se quest’anno passera? alla storia per la guerra in Ucraina e l’importante apertura europea ai rifugiati in fuga da quel Paese, dobbiamo fare in modo che questa apertura offra spiragli di cambiamento anche ad altre umanita?, come quelle che tanti governi stanno cercando di dimenticare dall’altra parte del Mediterraneo.

Non e? possibile pensare a una riforma del sistema del Memorandum e alcuna misura di “mitigazione” dei suoi effetti fin qui sperimentata puo? essere considerata efficace. Occorre sospendere ogni forma di cooperazione con le autorita? libiche che consentono di commettere crimini contro l’umanita?, garantire a tutte le persone il diritto di uscire dal proprio Paese e dal Paese in cui subiscono violazioni per cercare protezione. ed il diritto di essere accolte con dignita? in un Paese europeo.

Negli ultimi cinque anni sono state oltre 85.000 le persone intercettate in mare e riportate in Libia: uomini, donne e bambini andati incontro alla detenzione arbitraria, alla tortura, a trattamenti crudeli, inumani e degradanti, agli stupri e alle violenze sessuali, ai lavori forzati e alle uccisioni illegali

Sono intrappolati in un paese devastato dal conflitto, dove l’illegalita? e l’impunita? dovute alla instabilita?, consentono
alle bande criminali di prosperare. Molti, temendo per la propria vita e non avendo una via d’uscita sicura e legale dal Paese, tentano di raggiungere l’Europa su fragili barche. Sempre piu? persone vengono fermate e riportate in Libia, a seguito delle misure messe in atto dai governi europei per chiudere la rotta marittima e contenere le persone in un paese non sicuro.

Frontex, l’agenzia europea incaricata della sicurezza delle frontiere esterne, agisce illegalmente, segnalando anche in ZONE SAR maltesi ed italiane le imbarcazioni dei migranti, che vengono riportati in Libia, venduti come schiavi a bande criminali e messi in campi di concentramento in condizioni disumane.

La societa? civile libica fa tutto il possibile per aiutare i migranti e denunciare lo stato inumano in cui sono detenuti, e nonostante le scuse del vicepresidente Moussa Al-Koni ai migranti per tutto cio? a cui sono esposti in Libia a causa dell’incapacita? dello Stato di realizzare stabilita? e la sua mossa per ristrutturare l’Agenzia anti-immigrazione illegale (verso le riforme), le condizioni dei migranti in Libia non sono cambiate

Papa Francesco ad un gruppo di migranti incontrati a Nicosia disse: «Guardando voi penso a tanti che sono dovuti tornare indietro perche? sono stati respinti. Ed e? cosi? che tante persone sono finite nei lager. Dei veri lager. Le donne vengono vendute, gli uomini torturati. Noi ci lamentiamo quando leggiamo le storie dei lager dei secolo scorso, dei campi di concentramento dei nazisti, oppure ai lager di Stalin, ma e? quello che sta accadendo anche oggi sulle coste qui vicine. Io ho visto alcune testimonianze filmate di questi posti di tortura, dove viene venduta la gente. E questo lo dico perche? e? mia responsabilita? aiutare ad aprire gli occhi».

La maggior parte dei rifugiati e dei migranti in Libia proviene dall’Africa subsahariana e settentrionale, mentre un numero minore proviene dall’Asia e dal Medio Oriente. I motivi per cui hanno lasciato i loro paesi d’origine sono vari. Alcuni sono fuggiti a causa di guerre, carestie o persecuzioni. Altri sono partiti in cerca di una migliore istruzione o opportunita? di lavoro.
Il cambiamento climatico, la desertificazione, la siccita? li condanna a morte certa. Chi puo? cerca la salvezza attraverso la fuga.
Cio? che li accomuna tutti e? il desiderio di vivere in sicurezza e dignita?.
Il Mediterraneo torni ad essere un mare di vita, di pace, di liberta?, di giustizia.

Di seguito è possibile scaricare il documento in pdf.

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Cancellare il Memorandum Italia Libia.pdf PDF 145 KB    

Proseguono gli incontri online dei gruppi di lavoro nati con la Convenzione dei diritti nel Mediterraneo

Il gruppo sta lavorando in questa fase per individuare temi sui quali incardinare progetti e partenariati. Si stanno prendendo contatti con le autorità di gestione dei fondi comunitari dedicati, tra cui il programma ENI CBC per il quale è AdG la Regione Sardegna.

Nell’ultima riunione sono stati toccati tanti temi come la mancanza di una declinazione unitaria e autonoma del “continente mediterraneo”, delle minacce e delle opportunità che si aggiungono: cambiamenti climatici e una nuova ondata di instabilità politica.

Si sono tracciate piste per un itinerario di lavoro:

Condividere, connettere, promuovere iniziative che partendo dai bisogni delle Persone e dalle Comunità (con le loro tradizioni e la loro storia le loro economie dominanti (Milieu) favoriscano il superamento delle criticità rilevate ed uno sviluppo sociale ed economico equo, coeso, giusto attraverso la sperimentazione di modelli e buone pratiche che si sono rilevati efficaci in contesti simili.

Alcune parole chiave:

Accessibilità, connessione, cooperazione, sostenibilità globale, rigenerazione, innovazione, formazione e riqualificazione professionale, continuità territoriale, sicurezza, piena occupazione, servizi corrispondenti al soddisfacimento dei diritti universali, …

Trasferire buone pratiche (valorizzare esperienze relazionali, sociali ed economiche che si sono rivelate positive)

Innovare (ricerca/innovazione) sperimentare pratiche/processi innovativi rispettando le culture dei luoghi (Milieu), Sviluppo autocentrato (cit. distretto turistico)

Attenzione alle nuove generazioni e alle donne, accessibilità e trasporti, commercio di prossimità.

Largo spazio alla pesca e più in generale all’economia del mare e tutto ciò che c’è al suo interno dalla filiera ittica al turismo (ampio spazio a quello itinerante), al trasporto passeggeri e merci, attività sportie e ricreative, tutela ambientale, ricerca, cantieristica e produzione energia.

Pian piano i temi e i punti principali emergono e verranno tradotti in un programma di lavoro con obiettivi generali e specifici, modalità operative e attori da coinvolgere e procedure utilizzabili.

 

La prossima riunione si terrà, sempre da remoto, il giorno 31 ottobre e come sempre vedrà la partecipazione dei componenti di diversi paesi: Italia, marocco, Tunisia, Malta, Grecia, Albania.

Dal 19 al 20 a Figueira da Foz per il Seminario FAMENET sulla Blue Economy

Dal 18 al 24 a Ponta Delgada, Isola di São Miguel (Azzorre) per il progetto Accorciamo le distanze

Una parte della struttura del FLAG è pronta a lasciare la Sardegna per un doppio impegno in Portogallo. Due spedizioni, una sulla terraferma e una nella più grande delle isole dell’arcipelago delle Azzorre.

La prima delle due sarà a Figueira da Foz, nel distretto di Coimbra, dove dal 19 al 20 ottobre FAMENET ha organizzato un seminario sul tema della Blue Economy. Il nostro direttore Michele Angius sarà presente per far conoscere ai colleghi di tutta Europa il progetto P.Ri.S.Ma-MED, finanziato nell’ambito di Interreg Marittimo Italia-Francia. Centrali i temi dell’economia circolare e della soluzione al problema della gestione dei rifiuti in porto. Il progetto, che ha coinvolto il nostro FLAG e l’Unione Comuni Alta Gallura, la Regione Liguria (capofila) e la Toscana, oltre ai parner TicassC.I.R.S.PE., Gestimar e la Chambre de Commerce et d’Industrie d’Ajaccio et de la Corse-du-Sud, ha mostrato una serie di attività che si sono diversificate nei vari territori. Per quanto riguarda la Sardegna siamo riusciti a dotare di isole ecologiche alcuni porti (dopo la conclusione del progetto è stata introdotta la legge Salvamare che segna un passo fondamentale nella gestione dei rifiuti pescati in mare), mentre in ambito di economia circolare è stato acquistato un trituratore (installato presso l’azienda Nuova Olbia Mitili) che trasforma i gusci di cozze da rifiuto a risorsa preziosa perché lavorato con resine e altri materiali può dare vita a nuovi oggetti di uso quotidiano che diventerebbero di origine naturale senza più la necessità della plastica. Gli altri partner di progetto, invece, hanno condotto studi su come possono essere riutilizzate le reti dismesse e gli scarti della trasformazione del pescato nelle industrie alimentari, chimica, farmaceutica e cosmetica. Insomma, delle buone pratiche che possono essere replicate altrove.

La seconda spedizione, invece, comprende una parte della struttura del FLAG e del CdA, con Nuccio Vitiello, pescatore e proprietario di un ittiturismo a Isola Rossa e Gianmario Degortes di Nuova Olbia Mitili che, nella veste di produttori, incontreranno quelli del resto della nostra isola oltre a quelli portoghesi delle isole Azzorre. Il progetto è quello di cooperazione internazionale Accorciamo le distanze – Filiera corta tra terra e mare con capofila il GAL Sulcis Iglesiente, Capoterra e Campidano di Cagliari e con partner i GAL e FLAG di Sardegna e Azzorre. Il primo viaggio lo facemmo a novembre scorso proprio per preparare le due mostre mercato, quella di Cagliari e questa delle isole Azzorre, evento conclusivo del progetto. Quindi, come accaduto questa estate a Cagliari con Mare Terra Isole, ci sarà una mostra mercato in cui avverrà questo incontro e varie attività nell’isola.

Partiamo con il primo giorno di visite guidate in vari punti panoramici dell’isola per godere di viste mozzafiato tra vecchi crateri vulcanici collassati e ora divenuti laghi e paesaggi verdi incontaminati adibiti a pascoli per le mucche. Interessante le coltivazioni di ananas, grande eccellenza azzorriana, nelle serre con il fumo utilizzato per far crescere il frutto ed eliminare al contempo ogni parassita o insetto che potrebbe danneggiare le coltivazioni. 

In serata presso il bellissimo Coliseu Micaelense c’è stato l’incontro con i saluti istituzionali dei GAL ospitanti a tutti i GAL e FLAG sardi e relativi produttori giunti alle Azzorre. Una delegazione di 80 persone che hanno attraversato una parte di Oceano per conoscere territori e produzioni nuove. 

Durante il secondo giorno sono proseguite le visite guidate per ammirare le bellezze dell’isola: Vila Franca do Campo con la famosa Isola che vista dall’alto nasconde una splendida laguna. Furnas con le sue fornaci e geyser spettacolari e il Parque Terra Nostra che oltre alle piscine termali dal colore giallo dovuto alla presenza di ferro, presenta un parco naturale di grandissimo valore per la presenza di specie endemiche e di vegetazione arrivata da tante parti del pianeta. Il punto panoramico di Pico do Ferro è la terrazza sul Lagoa das Furnas con tutte le fumarole ai suoi piedi. Si è poi passati alla visita di una piantagione di tè, chà in portoghese, con tutte le fasi della produzione dalla raccolta all’imbustamento. Il tour si conclude con la vista di Santa Iria. E domani si aprirà la mostra mercato!

Venerdì e sabato è andato in scena l’evento culmine del viaggio che segna la conclusione del progetto Accorciamo le distanze – Filiera corta tra terra e mare. La mostra mercato si è tenuta in un bellissimo padiglione nel terminal crociere di Porta do Mar a Ponta Delgada. Stand delle Azzorre e della Sardegna uniti dalle proprie eccellenze. Tra degustazioni, showcooking e musica tanti curiosi sono accorsi per provare sapori nuovi o scoprirne degli altri inediti. Le due giornate sono state importanti anche per approfondire conoscenze tra i vari GAL e FLAG sardi in una bellissima occasione di scambio e confronto, alla presenza della Dottoressa Cireddu, dirigente dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Sardegna, del Dottor Cadeddu del Centro Regionale di Programmazione e della Dottoressa Murru del Servizio Pesca e acquacoltura, con i quali anche i nostri produttori hanno scambiato opinioni e fatto circolare nuove idee in vista della nuova programmazione ormai imminente. I nostri produttori, Nuccio Vitiello, pescatore e proprietario di un  ittiturismo di Isola Rossa e Gianmario Degortes di Nuova Olbia Mitili hanno potuto confrontarsi, oltre che con i rappresentanti della Regione, anche con gli altri produttori, non solo sardi, ma grazie al servizio di intepretariato, hanno potuto parlare con i produttori delle Azzorre, che lavoravano chi nella trasformazione del prodotto, chi nel riciclo degli scarti della trasformazione e si dedicavano all’arte partendo dalle squame dei pesci. Si è trattato senza dubbio di due giorni molto costruttivi di conoscenza e confronto.

 

 

Iniziano gli incontri online dei gruppi di lavoro nati con la Convenzione dei diritti nel Mediterraneo

Nell’ambito della Convenzione dei diritti nel Mediterraneo, sottoscritta il 19 marzo scorso, sono nati i gruppi di lavoro “Salvaguardia e Valorizzazione delle Risorse Regionali” e “Mare che Unisce” coordinati da Rosario Musmeci.

Il secondo gruppo ci vede impegnati su progetti legati alla Blue Economy e il 6 settembre abbiamo partecipato al primo incontro. 

Le tematiche affrontate: Economia Blu, tutela risorsa ittica e sviluppo costiero, sicurezza commerci e attività di pesca, gestione sostenibile del mare e dei litorali.

Nel corso di questo primo l’obiettivo era di definire le linee guida del nostro impegno tenendo conto, anche, degli scenari e degli elementi di instabilità che caratterizzano questi nostri giorni per mettere le basi del percorso da intraprendere insieme.

Per chi fosse interessato, il video dell’incontro tenutosi il 6 settembre:

Richiesta l’attivazione di un gruppo di lavoro grazie al documento nato durante l’assemblea dei soci del 6 luglio scorso

La nostra attività di preparazione al prossimo ciclo di programmazione 2021/2027, in particolare in relazione al FEAMPA – Fondo Europeo Affari Marittimi e Pesca, continua nella linea che abbiamo tracciato insieme nella nostra Assemblea dei Soci del 6 luglio scorso.

E proprio il documento che abbiamo approvato in Assemblea, trasmesso a tutti i FLAG italiani, ha contribuito a generare una nuova presa di coscienza in relazione al prossimo processo di selezione dei FLAG.

Sulla spinta della nostra presa di posizione, ha preso corpo la richiesta al MIPAAF (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali), trasmessa anche alla Conferenza Stato-Regioni e agli organismi intermedi delle stesse regioni, dell’istituzione di un gruppo di lavoro con la finalità di condividere procedure di selezione e attuazione semplificate. 

Da qui i presidenti di tantissimi FLAG italiani, tra i quali il nostro, hanno deciso di chiedere al Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali la creazione di un gruppo di lavoro per giungere, sulla base delle esperienze delle precedenti programmazioni, alla proposta di bando di selezione dei FLAG per quanto riguarda la nuova programmazione FEAMPA 2021/2027 entro ottobre.

Questa la richiesta, in allegato il documento firmato.

Egregi,

vista l’imminente approvazione del nuovo Programma operativo FEAMPA 2021/27, prevista per il 14 settembre pv, considerati i tempi di redazione e pubblicazione dei bandi da parte delle varie Regioni italiane e i tempi di redazione delle proposte di strategie da parte dei FLAG che si candideranno e delle successive istruttorie che si dovranno concludere nei successivi 12 mesi, si suggerisce di attivare un gruppo di lavoro, che opportunamente potrebbe coinvolgere una rappresentanza significativa dei FLAG italiani della diverse regioni italiane.

Lo scopo del gruppo di lavoro sarebbe quello di condividere procedure di selezione e attuazione semplificate, partendo dalle esperienze FEP 2007/13 e FEAMP 2014/20 in fase di conclusione e giungere ad una proposta di bando di selezione dei FLAG entro ottobre.

Restiamo a vostra disposizione per ogni eventuale riflessione e supporto, nelle modalita? che riterrete piu? utile per il successo dello sviluppo locale partecipativo.

Cordiali saluti.

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Unità e compatezza per proseguire il lavoro fatto in questi anni ed evitare la modifica dei confini del FLAG

In questa fase di transizione tra Programmazione FEAMP 2014-2020 (che si chiuderà ufficialmente il 21.12.2023) e la nuova FEAMPA 2021-2027 per la quale si sta attualmente valutando il Piano Operativo Nazionale, c’è fermento e dibattito intorno alle novità che entreranno in vigore a livello attuativo e gestionale e in particolare sul nuovo ruolo dei FLAG nei prossimi sette anni.

In questa cornice si è inserita l’Assemblea dei Soci del partenariato del FLAG Nord Sardegna, tenutasi a Sassari il 6 luglio scorso. È stato accolto con interesse il ruolo più centrale ed economicamente ampio che il Mipaaf vuole affidare ai FLAG, con un cospicuo aumento della dotazione minima che passerebbe da 1.000.000,00 di euro a 3.000.000,00 di euro. Accanto a questo aumento però si evince dai documenti ufficiali la riduzione del numero di FLAG a livello nazionale, prevedendo anche l’accorpamento di aree distanti. Da qui la discussione tra i vari partner che hanno sottolineato la bontà del lavoro svolto in questi anni e le peculiarità dell’area del FLAG NS che, con gli oltre 800 km di costa, risulta la più estesa d’Italia, comprendendo anche l’80% delle Aree Marine Protette presenti sul territorio regionale, oltre che Parchi tra i più importanti d’Italia. Questi aspetti rendono impossibile fare paragoni con altre regioni italiane, come l’Emilia Romagna che ha un unico FLAG per poco più di 200 km di costa totali.

Dall’incontro ricco di spunti e temi di grande attualità, come i parchi eolici offshore, è emerso che quello del FLAG è un partenariato coeso e in espansione (è stato approvato l’ingresso nella compagine dell’impresa sociale FRADI impegnato in questo momento in un progetto di welfare aziendale a Olbia), orientato allo sviluppo del territorio, che intende perseguire politiche atte al riconoscimento del ruolo della Blue Economy attraverso le opportunità e le risorse che arriveranno a livello Comunitario, Nazionale e Regionale e nelle forme consentite dalle norme. 

Pur valutando positivamente l’ampliamento del plafond economico destinato ai FLAG a livello Nazionale, l’Assemblea ritiene che una simile misura possa perdere di efficacia qualora ai FLAG venga richiesta una modifica totale dei confini geografici e della composizione del partenariato che deve essere condivisa, concordata e gestita come processo partecipativo territoriale. Tutti confermano la volontà a restare all’interno del partenariato per la prossima Programmazione per proseguire nell’esperienza positiva fin qui realizzata. Perciò, alla luce di tutto questo Il FLAG Nord Sardegna, che ad oggi copre un’area territoriale che sfiora il 50% del totale delle coste della Sardegna ed è pari al 10% delle coste italiane, intende presentarsi come partenariato per la Programmazione FEAMPA 21/27, secondo le regole e gli indirizzi che saranno comunicati dal Ministero e dall’OI, ma richiede, considerate le particolari condizioni nelle quali si trovano i FLAG sardi rispetto alla volontà politica comunicata dal Ministero, che vi sia un confronto leale ed immediato con i competenti uffici regionali, ai quali dovrà essere posta con urgenza la richiesta di individuare le necessarie soluzioni per assicurare che il lavoro svolto dal partenariato nel FEP 07/13 e nel FEAMP 14/20 non divenga vano per decisioni calate dall’alto e non condivise tra le parti, come invece prescrive il Legislatore Comunitario con l’approccio CLLD e con l’Agenda 2030.

Le preoccupazioni circa il futuro del FLAG hanno portato alla creazione di un documento, frutto delle osservazioni di ogni partner che verrà trasmesso alla Regione Sardegna e agli uffici competenti, rappresentando la posizione ufficiale del partenariato.

Così il presidente del FLAG Nord Sardegna Benedetto Sechi: “L’Unione Europea, dopo avere dato l’indicazione dell’esubero del numero di FLAG, ha lasciato agli Stati membri la libertà di organizzarsi. Il limite è dato dalle risorse assegnate. Gli Stati e le Regioni, con proprie risorse, potrebbero però tranquillamente derogare a tale limite. Stiamo provando a dialogare con le istituzioni regionali perché è un tema che va affrontato a quel livello. Il FLAG NS – conclude – si è occupato e si occupa dello sviluppo sostenibile delle zone di pesca e della sopravvivenza del settore della pesca in particolare, settore fondamentale non solo per lo sviluppo, anche in chiave turistica, ma anche per l’identità”. 

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Documento condiviso FLAG NS 06.07.22.pdf PDF 256 KB    

Cosa è emerso dall’incontro da remoto organizzato da FAMENET

Il 14 giugno si è svolto in modalità online un incontro al quale hanno partecipato i FLAG italiani, tra cui il nostro, in cui si è discusso dei punti fondamentali che caratterizzeranno la prossima programmazione FEAMPA 2021-2027 e del nuovo ruolo che rivestiranno i FLAG.

Di seguito il documento di FAMENET che è possibile leggere al seguente link https://preview.mailerlite.com/g5p9m2s9e2/1982063899964348689/y5r1/ 

Cari FLAG, 

Nel coffee meeting del 14 giugno, dopo un’introduzione fatta da Mirvana Feletti sul futuro ruolo dei FLAG, abbiamo discusso seguente:

  • Il nuovo programma FEAMPA italiano punta verso la transizione digitale, la transizione ecologica e il sostegno alla resilienza dei settori, e i FLAG hanno un ruolo importante a sostenere le comunità in queste transizioni
  • La necessità di una interazione intensa tra OI e FLAG, già da adesso per impostare le future strategie, anche prima dell’approvazione del nuovo programma
  • La necessità di creare complementarietà tra OI e FLAG: OI hanno la capacità di fare dei progetti a regia, i FLAG sono particolarmente indicati a fare delle azioni collettive (progetti a titolarità)
  • i FLAG devono sostenere dei progetti integrati includendo azioni strutturali di cambiamento (esempio della pulizia del mare: non basta pulire i fondali, bisogna capire da dove arriva e evitare che i fondali si sporcano di nuovo) 
  • un elemento importante di resilienza dei pescatori è la digitalizzazione per evitare i tempi morti per burocrazia; (esempio di Infopoint per i pescatori (a seguire esempio dei sportelli digitali in agricoltura). Importante è analizzare i fabbisogni dei vari stakeholders, fare analisi tecnica, iniziare lo sportello con sostegno del FLAG, e prevedere misure di gestione a lungo termine senza il FLAG);
  • Cambiare i rapporti tra i settori e le riserve naturali e AMP: dare un nuovo ruolo e rendere i pescatori e acquacoltori protagonisti del funzionamento delle riserve e AMP
  • Ricambio generazionale: oltre all’adeguamento di un ‘nuovo’ mestiere di pescatore/acquicoltore, i FLAG devono sostenere un cambiamento del ruolo sociale e la posizione nella comunità, 

Qui sotto ancora qualche informazioni FAMENET : 

  • 1 luglio: S3 brokerage session on fisheries, evento ibrido a Brussels/online; la DG MARE sosterrà i partenariati emergenti attraverso la sua piattaforma S3 per l’economia blu sostenibile, mentre la DG REGIO sta aprendo una serie di bandiche possono finanziare innovazioni nelle catene di valore della pesca; registration link
  • 18 -20 ottobre: Seminario per i FLAG sull’Economia blu in Portogallo, le confirmazioni saranno inviati a breve
  • Bando per progetti Horizon Europe sulle alghe; vedi link

Invitato anche il nostro FLAG

All’evento conclusivo di Bosa, il sesto incontro di animazione per il costituendo distretto rurale “Montiferru/Alto Campidano e Planargia” era presente anche il FLAG, invitato dal GAL Terras de Olia. Con grande entusiasmo abbiamo risposto presente. Così il presidente Benedetto Sechi, intervenuto all’incontro a Bosa, partner del FLAG.

Il FLAG ha come abitudine quella di partecipare a tutte le iniziative che trattano di sviluppo locale, e ci sembrava giusto e corretto sostenere queste importanti iniziative. L’assemblea del FLAG ha determinato di non aderire ai comitati promotori né di far parte degli organismi di governo ma di supportarli tecnicamente, per quanto ci è possibile.

Le nostre analisi sul sistema e sul mondo della pesca sono a disposizione del gruppo promotore. Siamo convinti che la Blue Economy non possa essere un settore a se stante. Per questo non abbiamo promosso un distretto della pesca: riteniamo più importante l’adesione ai distretti rurali anche da parte delle imprese del settore ittico. Le imprese di pesca e della Blue Economy in generale si interfacciano e si connettono anche ad altre filiere e settori, per questo non possono e non devono chiudersi in maniera esclusiva. Resta dunque la più totale disponibilità a collaborare con il comitato promotore e l’invito alle imprese di pesca bosane ad aderire al costituendo distretto.

La fase che viviamo è importante, perché si è capovolto il paradigma delle risorse: non sono quelle a mancare, ma devono essere allocate in maniera accorta e con rapidità, chiedendo magari alla macchina regionale di snellire le procedure amministrative che rischiano di essere il momento di maggiore difficoltà nel processo di programmazione e spendita delle risorse.

11 maggio, giornata storica per la lotta ai rifiuti in mare

All’incontro conclusivo del progetto P.Ri.S.Ma-Med avevamo auspicato un iter celere per la proposta di legge c.d. “Salvamare” presentata nel 2018 dall’allora Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. In un tavolo di confronto nei lavori pomeridiani, i partner presenti avevano provato a ideare un protocollo da adottare per rendere effettiva la gestione dei rifiuti. 

Con il via definitivo al Ddl Salvamare gli auspici sono realtà.

Ci sono voluti 4 anni di lavoro in parlamento, e una legge apposita, per eliminare una delle normative più dannose d’Italia. Da oggi, chi recupera rifiuti di plastica in mare o in acque dolci, non sarà più costretto a ributtarli in acqua, per non essere denunciato addirittura per traffico di illecito di rifiuti. Finalmente, potrà fare la cosa più logica, cioè portare i rifiuti in porto, per farli smaltire e riciclare. Il Senato ha approvato in definitiva la cosiddetta Legge Salvamare, presentata in parlamento nel 2018 dall’allora ministro dell’Ambiente, Sergio Costa (M5S).

«Sono felicissimo, emozionato e commosso – ha commentato stamani l’ex ministro Costa su Facebook -: La perseveranza, la testardaggine, la voglia, la passione, con un pizzico di pazzia parlamentare, hanno trasformato un’idea in una legge che fa bene al mare e all’Italia».

Da questo articolo del Sole 24 Ore si evince come si sia andati oltre le incongruenze che vedevano “il semplice trasporto di questa spazzatura era considerato niente di meno che un reato penale, traffico illecito di rifiuti. I pescatori quindi, per evitare una denuncia, finivano per ributtare in acqua la plastica, con buona pace dell’ambiente”.

Con l’attuazione di questo dispositivo, i rifiuti potranno essere portati in porto dove i pescatori troveranno delle isole ecologiche. Grazie al progetto P.Ri.S.Ma-Med in alcune marinerie del nord Sardegna questo sarà possibile una volta recepite le novità introdotte dalla legge, essendo state già acquistate a Isola Rossa e Santa Teresa Gallura da parte del partner di progetto Unione di Comuni dell’Alta Gallura.

Previste, inoltre, premialità per i comandanti di pescherecci che conferiranno rifiuti accidentalmente pescati, così come tantissime attività di educazione ambientale nelle scuole.

Con l’augurio che sia stimolo definitivo rivolto alla tutela dei nostri mari, non possiamo che continuare a lavorare nella direzione giusta.