L’accordo servirà a dare supporto tecnico alle politiche e alla strategia di sviluppo locale di Porto Torres, ed è aperta ad ulteriori adesioni

Foto: Ufficio Stampa Comune di Porto Torres
__________________________________________
La convenzione stipulata tra il FLAG e il Comune di Porto Torres rappresenta un altro importante passo inserito nel solco di una strada già tracciata che segna un cambio di paradigma.
È la strategia già portata avanti dal Consiglio regionale che riconosce e coinvolge alcuni GAL e il FLAG NS come sostegno alla programmazione territoriale. In questo caso si tratta di supporto tecnico alle politiche e alla strategia di sviluppo locale del comune turritano e rappresenta un unicuum nella nostra Regione.
L’accordo tra FLAG e Comune di Porto Torres, dopo l’approvazione in Consiglio, è stato quindi ufficialmente firmato e presentato ai giornalisti durante la conferenza stampa indetta congiuntamente. Alla presenza del Sindaco Massimo Mulas, del direttore generale del Comune Giancarlo Carta, del presidente Benedetto Sechi e del direttore Michele Angius, è stato presentato il documento, che rientra senza dubbio tra le prime sperimentazioni in Sardegna di cooperazione in tal senso.
Questa collaborazione arriva in un periodo di grandi opportunità date dal PNRR al quale si aggiungono quelle “classiche” dei fondi europei come il FEAMPA o i programmi transfrontalieri. Tanti enti, sempre di più, cercano di attrezzarsi alla ricerca di competenze tecniche specifiche in tema di progettazione proprio per non perdere la possibilità di rilanciare l’economia dei propri territori. Proprio per questo motivo può essere ampliata e sottoscritta da altri soggetti del territorio del nord Sardegna.
Così il Sindaco Massimo Mulas:
Questa collaborazione è il frutto di un confronto lungo e stimolante. Siamo molto soddisfatti perché ora diventa concreta la possibilità di presentare progetti anche su questa materia. È un momento storico in cui solo unendo le forze e costruendo ampi partenariati è possibile dare risposte a problemi strutturali.
Il presidente Benedetto Sechi:
Il FLAG è un’agenzia di sviluppo locale che in questi ultimi anni ha operato raggiungendo gli obiettivi che si è prefissata, acquisendo importanti esperienze sulla progettazione e la gestione di diversi fondi comunitari, interagendo con partner italiani ed europei di paesi che si affacciano nel Mediterraneo. Siamo grati della fiducia che il sindaco ha voluto riservare alla nostra agenzia, con l’augurio che possa essere una collaborazione utile per la città che ha tanta voglia di ripartire.
Un resoconto dello scambio di buone pratiche nell’ambito del progetto del Parco Nazionale dell’Asinara
Gli incontri in Catalogna, previsti nel contesto del Progetto Blue Marine, promosso dal Parco Nazionale dell’Asinara (che ha visto la presenza del nostro FLAG, dei sindaci di Porto Torres, Stintino e Castelsardo, insieme a una delegazione di pescatori delle marinerie dei loro comuni) sono stati particolarmente importanti per approfondire i temi legati alla pesca marittima, sia artigianale che industriale.
La delegazione nella giornata di martedì ha incontrato a Vilanova i la Geltrù, Jaume Carnicer i Mas, Patrò major de la Confraria de Pescador e la Secretària Iris Czibor Alonso insieme ad alcuni pescatori della confraria, impegnati in un progetto di co-gestione per la tutela di alcune specie ittiche.
Nel corso dell’incontro la biologa marina della ICATAMAR, ente pubblico di ricerca, che partecipa al progetto di co-gestione, ha illustrato il sistema di monitoraggio e di governance a cura del Comitato. Il Comitato è composto dai pescatori che aderiscono al progetto, della Generatitàt Catalana (equivalente della nostra Regione) dell’organo scientifico. Le decisioni sulle misure di tutela della specie e sulle misure compensative sono assunte dal comitato e trasformate in atti amministrativi dall’amministrazione pubblica.
Nella giornata di mercoledì il gruppo ha potuto incontrare la Confraria de Barcelona impegnata in un progetto di co-gestione del polpo e di altre specie autoctone come il “cigarello”.
La Confraria di Barcellona collabora attivamente con una associazione, El Peix al Plat, per il consumo responsabile del pescato, attività simile al nostro ittiturismo, destinato in particolare alle scuole e perciò all’educazione ambientale. Nell’incontro con i pescatori di pesca artigianale della Costa Brava si è parlato, invece, della cause dell’inquinamento in mare.
Ringraziamo l’Associazione Barcelona Turisme Pesque, fondata dalla biologa marina italiana Anna Bozzano, per averci accompagnato e assistito in questi incontri.
Sia a Vilanova y La Geltrù che a Barcellona abbiamo potuto assistere alla vendita all’asta del pescato, attività curata direttamente dalle confrarias.
Gli incontri sono stati di grande utilità, per le attività future del FLAG Nord Sardegna, in particolare quelli con le Confrarias, che sono parte integrante dei GALP, il nostro omologo della costa catalana.
Il presidente ha potuto concordare con loro l’avvio di azioni di cooperazione a partire dalla realizzazione delle stesura delle imminenti Stategie di Sviluppo Locale, cosi come previsto dal FEAMPA, scambiando esperienze e attività comuni, utili a rinforzare il concetto di Pesca Sostenibile nel Mediterraneo.
Il FLAG NS ringrazia per l’invito il Parco Nazionale dell’Asinara, nella persona del direttore Vittorio Gazale e Giovanni Vargiu, biologo marino che da qualche tempo collabora anche con il nostro FLAG.

Il primo incontro con gli operatori della pesca delle marinerie di Porto Torres e Stintino il 22 marzo

Il Parco Nazionale dell’Asinara ha istituito il Tavolo Tecnico “Pesca sostenibile nell’area vasta dell’AMP Isola dell’Asinara”, con gli operatori della pesca delle marinerie di Porto Torres e Stintino autorizzate a svolgere l’attività nell’Area Marina Protetta.
Invitato a prendere parte al Tavolo anche il nostro FLAG il quale, in quanto organismo deputato dall’UE a realizzare le Strategie di Sviluppo Locale costiero, assieme ai Comuni di Porto Torres e Stintino, darà un supporto attivo allo sviluppo del settore.
Il Tavolo, nato da un’iniziativa del direttore Vittorio Gazale, tratterà i temi inerenti i problemi della pesca, comprese le criticità che il settore attraversa. In particolare, si tratterà di attuare un monitoraggio dello stock ittico assieme ai pescatori (dando grande attenzione alle specie in sofferenza), attivare percorsi di diversificazione delle attività e individuare misure di compensazione a favore delle imprese di pesca.
Il FLAG Nord Sardegna, presente alla riunione con il presidente Benedetto Sechi e il responsabile del CLLD Danilo Spano, ha chiesto che venga fatto ordine sui diversi progetti che riguardano l’economia del mare e il settore pesca rilevando che, troppo spesso, in assenza di un coordinamento, questi si sovrappongono creando inutili doppioni.
La lettera di Agorà degli Abitanti della Terra e della Convenzione dei Diritti nel Mediterraneo
La lettera-denuncia da parte dell’Agorà degli Abitanti della Terra e della Convenzione dei Diritti nel Mediterraneo, che il nostro FLAG ha sottoscritto, sull’ennesima tragedia del mare.

Fino a quando?
Le stime sono conservatrici, ma si parla come minimo di 26.000 esseri umani morti nel Mediterraneo dal 2014 al gennaio 2023 nel tentativo di approdare nelle tanto agognate sponde europee del “Mare Nostrum”.
Quante migliaia di migranti africani, medio orientali e anche asiatici, dovranno ancora morire via mare, senza contare quelli via terra, affinché i nostri dirigenti europei, e anche quelli dei paesi da cui essi fuggono, adottino le misure per realizzare “Zero migranti morti nel Mediterraneo” e definire un nuovo “Trattato Costituente fra i Popoli del Mediterraneo” fondato sulla giustizia, l’uguaglianza nei diritti, la libertà e la fraternità?
Anche i 63 morti accertati, per il momento, di domenica 26 non sono il risultato di un incidente naturale, né costituiscono principalmente un dramma umano per quanto molto doloroso esso sia.
Essi sono l’espressione di una tragedia strutturale sociale la cui responsabilità incombe soprattutto sui dirigenti europei e anche, in parte, su quelli dei paesi da cui essi fuggono. In generale ex-colonie delle potenze europee.
Mettere fine alla tragedia sociale
È la storia della tragedia sociale causata e alimentata dall’ingiustizia, dall’irresponsabilità, dall’inerzia e dagli egoismi dei gruppi sociali dominanti dei paesi coinvolti. Quando in Europa ci sono governi che da anni dicono che la soluzione consiste nell’arrestare le partenze dei migranti – resi “illegali” perché indesiderati per ragioni soprattutto economiche (molti senza qualifiche o perché donne e bambini) – allo scopo di favorire l’entrata di immigrati utili perché risorse umane profittevoli all’economia nazionale, siamo al cuore dei fattori generatori della tragedia sociale.
Cioè siamo lontani da valori etici, sociali e politici ispirati a una visione umanista e rispettosa della dichiarazione dei diritti universali. Siamo di fonte a scelte di esclusione sociale, di rigetto dell’altro perché fonte di costi e non di benefici. Siamo di fronte a società umane che ragionano e agiscono prioritariamente in funzione di criteri non umani né sociali. Per loro le migrazioni non costituiscono un fenomeno sociale collettivo. La politica che propongono è la politica dei muri in tutti i campi, strumento fallace di sicurezza nazionale perché di muro in muro si giunge al risultato che solo coloro che avranno la forza di creare i muri più potenti vinceranno con la forza sulle macerie degli altri muri e della vita delle popolazioni che i loro muri dovevano difendere. I muri della separazione, dell’esclusione, dell’odio, della vergogna, non hanno mai creato storie felici ma tragiche. Oggi il muro più lungo e più alto, “invalicabile” è proprio quello costruito dal paese più potente al mondo, gli Stati Uniti, per “difendersi dall’invasione dei latino-americani”. E condurrà a una brutta storia.
Il buon divenire dei popoli del Mediterraneo
Membri di due piccole “coalizioni associative” – Agorà degli Abitanti della Terra e Convenzione dei Diritti nel Mediterraneo – pensiamo che il divenire dei popoli del Mediterraneo non sta nella costruzione di muri, ma nel vivere in comune con gli altri costruendo intrecci e condivisioni sempre più forti in dignità, giustizia, libertà e fraternità.
Abbiamo bisogno, al di là delle diversità e degli inevitabili conflitti tra persone e gruppi sociali, di nuove regole della casa (economia, “oikos nomos”) riguardo i beni comuni essenziali per la vita come l’acqua, l’agricoltura, la salute, le attività industriali sostenibili, le conoscenze e abbiamo bisogno di imparare a riconoscerci, a riconoscere i legami tra le nostre storie, identità territoriali e comunitarie.
Le diversità e pluralità devono essere soprattutto fonti di creazione comune, in comune, aperte al mondo. Non dobbiamo restare sudditi del modello di società che ha dimostrato, e dimostra sempre di più, di essere un sistema di dominio e di predazione fondato sull’ineguaglianza strutturale.
Con la Convenzione abbiamo proposto una serie di percorsi, azioni e progetti (Vedi agora-humanite.org).
A nostro livello, le priorità concrete per l’immediato sono: l’elaborazione di una Carta europea dei principi e delle modalità relative alle migrazioni (post-Dublino) accompagnata da un Piano di azione a medio termine 2023-2028; l’apertura di vie migratorie sicure e legalisotto la responsabilità di un Comitato mediterraneo composto in maggioranza da rappresentanti di ONG riconosciute dai poteri pubblici; il rafforzamento del funzionamento e dei compiti della commissione parlamentare in seno al Parlamento europeo dei rapporti con il Mediterraneo, il reimpiego dei miliardi finora attribuiti a certi paesi per impedire la partenza dei migranti dai loro territori destinandoli a un fondo pubblico europeo di finanziamento dei progetti volti a promuovere le nuove regole della casa di cui sopra, specie rispetto all’acqua, all’agricoltura, alla salute, all’alloggio, allo sviluppo e alle applicazioni delle tecnologie di IA (intelligenza artificiale) differenti da quelle in corso.
Il Mediterraneo ha tutte le capacità per diventare uno dei nuovi punti di partenza per costruire una comunità di vita della Terra più giusta, più bella, più gioiosa e pacifica, essendo lo snodo ineludibile tra Medio Oriente, Africa ed Europa.
Agorà Abitanti della Terra – Convenzione dei Diritti del Mediterraneo
Documenti allegati
| Titolo | Formato | Dimensione | Azioni |
|---|---|---|---|
| METTERE FINE ALLA TRAGEDIA SOCIALE NEL MEDITERRANEO.pdf | 483 KB |
|
Un focus sul ruolo dei FLAG guidati dal CLLD
Approvato il Programma FEAMPA, inizia l’avventura del FLAG nella nuova programmazione 2021-2027.
In attesa di conoscere le novità e di immergerci nell’elaborazione della strategia vogliamo farvi conoscere quella che sta alla base di tutto il lavoro che ci guiderà da qui ai prossimi 7 anni: la progettazione partecipata, un dialogo costante con il territorio e i futuri beneficiari delle azioni, perché siano individuate sulla base dei loro effettivi desideri e bisogni e non calate dall’alto.
La rubrica nasce nell’ambito dell’Azione 4.1 – Creazione di Circuiti Virtuosi del PO FEAMP 2014/2020 FLAG Nord Sardegna PdA 2014/2020 “Acquacoltura e Pesca Sostenibili nel Nord Sardegna” CUP: H23G17000670007.
Per farlo abbiamo “approfittato” del grande lavoro fatto da FAMENET, quando ancora si chiamava FARNET – rete europea di supporto ai FLAG – e l’abbiamo trasformato in una rubrica che giornalmente vi farà scoprire come lavorano i FLAG, da chi sono composti, l’importanza della partecipazione del territorio e dei portatori di interesse alla costruzione di una strategia efficace, la comunicazione, le risorse a disposizione del FLAG e tutti gli aspetti che fanno parte della nostra “ordinaria amministrazione”.
Sarà diviso in 8 capitoli:
- Glossario
- Introduzione
- Animazione
- Selezione progetti
- Gestione e amministrazione
- Comunicazione lavoro e risultati
- Monitoraggio e adattamento
- Risorse e competenze
Buon viaggio!
Documenti allegati
| Titolo | Formato | Dimensione | Azioni |
|---|---|---|---|
| PILLOLE.pdf | 1451 KB |
|
Interessati i porti di Porto Torres e Golfo Aranci in territorio FLAG NS
È ufficialmente partita la fase di sperimentazione FLAGS che vede come capofila l’Università degli Studi di Cagliari, Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente e come partner i 4 FLAG sardi.
Il progetto FLAGS – Fishing Litter and Abandoned Gears in Sardinia – ha come obiettivo generale quello di realizzare un sistema organico di strutture, procedure, attrezzature e incentivi destinato al miglioramento delle condizioni ambientali delle acque territoriali sarde attraverso il coinvolgimento dei pescatori nel processo di raccolta di rifiuti a mare e loro conferimento e trattamento.
Fondamentale nell’attività relativa al FLAG Nord Sardegna, l’uso dell’approccio CLLD, che il responsabile di Misura Danilo Spano ha impiegato nell’approccio partecipativo sul territorio, dimostrando che i principi cardine definiti per i FLAG da parte dell’Unione Europea possono essere applicati in situazioni differenti, in ambito FEAMP, con stakeholder e situazioni diverse.
Martedì 6 dicembre, in particolare, si sono svolti due incontri: a Golfo Aranci con la Cooperativa Figarolo, presente nel progetto con due barche che praticano lo strascico, e a Porto Torres con l’azienda RUM di Porto Torres e la Cooperativa La Posidonia di Castelsardo; si tratta degli armatori e delle imbarcazioni selezionate tramite avviso pubblico dell’Università di Cagliari. È stata fondamentale la collaborazione con l’Autorità portuale, con la quale sono state individuate le aree per i container in cui verranno conferiti i rifiuti pescati in mare. La fase sperimentale, oltre al conferimento, prevede la compilazione di un formulario da parte dei vari pescatori che descrive il tipo di rifiuto e le coordinate relative al luogo in cui sono state pescate, in modo da dare un’idea precisa del livello di inquinamento in mare, osservando la concentrazione di rifiuti in una determinata area.
Presente agli incontri a Porto Torres e Golfo Aranci anche CO.G.E.MA., la società incaricata della raccolta dei rifiuti che avverà, secondo le segnalazioni, ogni 7-10 giorni o a seconda delle necessità – è previsto infatti un servizio “a chiamata” per far fronte al caso di rifiuti problematici. A Porto Torres è stato messo a disposizione da parte dell’azienda RUM un magazzino in cui loro e la Cooperativa La Posidonia potranno fare i conferimenti.
Sottolineiamo, inoltre, che il progetto è contiguo a Strong Sea Life, in attività nell’area del Golfo dell’Asinara e del Mare di Fuori: uno si occupa di attrezzi da pesca dispersi in mare, individuati ed eventualmente inattivati o rimossi, l’altro di monitorare la quantità di rifiuti (compresi gli attrezzi da pesca dispersi) individuati nella normale attività di pesca. Il tutto in attesa delle Disposizioni Attuative collegate all’entrata in vigore della Legge c.d. Salvamare che dopo la trasformazione del pescatore da “produttore” a “conferitore” di rifiuti (particolare non trascurabile) dovrà ora disciplinare le modalità di raccolta e smaltimento, oltre alla gestione dei costi, dei rifiuti marini. In tal senso il progetto P.Ri.S.Ma.MED continua a presentarsi come aprirpista, con l’elaborazione delle linee guida e degli specifici manuali per la gestione dei rifiuti e degli scarti nei porti, a dimostrazione dell’utilità che i progetti si parlino tra loro, collaborando per il raggiungimento di obiettivi comuni.
IL PROGETTO FLAGS IN BREVE
Il progetto si concentra sull’attività sperimentale di rimozione dal mare di rifiuti di varia natura, con particolare attenzione agli attrezzi da pesca dispersi e/o abbandonati, da parte di pescherecci selezionati tramite bando pubblico tra quelli che praticano la pesca demersale e la piccola pesca in Sardegna.
I porti coinvolti nella sperimentazione sono i seguenti:
Porto de La Caletta di Siniscola
Porto peschereccio di Cagliari
Porticciolo Turistico di Villasimius
Porto di Sant’Antioco
Porto di Calasetta
Porto Turistico della Marina di Torregrande
Porto di Golfo Aranci
Porto di Porto Torres
In ognuno di essi è stata svolta una indagine conoscitiva utile a comprendere l’attuale modello di gestione dei rifiuti e le tipologie di rifiuti smaltiti e a verificare la possibilità di posizionare piccole isole ecologiche dedicate alla sperimentazione prevista.
Il progetto prevede il coinvolgimento attivo dei pescatori, le cui imbarcazioni verranno fornite di contenitori e attrezzature adeguate alla raccolta e allo stoccaggio a bordo dei rifiuti.
Tra gli attori che prendono parte al progetto vi sono anche le imprese specializzate nello stoccaggio, nel trattamento e nell’eventuale riciclo del materiale raccolto.
DATI FINANZIARI DEL PROGETTO
Fondo di riferimento: FEAMP, Misura 1.40 – Protezione e ripristino della bio- diversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili – Raccolta, da parte di pescatori, di rifiuti dal mare (attrezzi da pesca perduti e dei rifiuti marini) Art. 40, par. 1, lett. a) del Reg. (UE) n. 508/2014.
La sperimentazione dovrebbe concludersi nel mese di maggio del 2023.
Dietrofront della Regione rispetto al blocco imposto in estate per tutelare la risorsa
Ieri notte il Consiglio regionale ha approvato la legge Omnibus 2.
Nelle disposizioni che hanno come obiettivo il rilancio dell’isola troviamo anche delle novità sul tema del blocco della raccolta dei ricci, introdotta ad agosto.
Il dietrofront prevede la riapertura da oggi e fino ad aprile 2023 della raccolta, trasporto e commercializzazione del riccio di mare e dei prodotti derivati. Come riportato dalla nota stampa del Consiglio regionale:
Sull’ordine dei lavori il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha ricordato che da stamattina si sta svolgendo sotto la sede del Consiglio una manifestazione dei pescatori e dei ricciai. A suo tempo, ha aggiunto, il provvedimento di blocco venne adottato sulla base di studi scientifici eppure, ha precisato, qualcuno ha promesso la riapertura dei fondali. A questo punto, ha concluso, è opportuno l’intervento dell’assessore dell’Agricoltura per fare chiarezza sul problema ed inoltre occorre sapere se la maggioranza ha una proposta.
Per quanto riguarda l’art.1 è stato approvato anche l’emendamento all’emendamento n.178 (Lancioni e più) collegato all’emendamento 108. La proposta prevede che, nelle more delle procedure di indennizzo per il fermo biologico, sono state autorizzate fino al 30 aprile 2023 (entro un massimo di 90 giornate lavorative) raccolta, trasporto e commercializzazione del riccio di mare e prodotti derivati.
Il commento del nostro presidente Benedetto Sechi:
“Non ritengo sia questa la strada per salvaguardare né la risorsa e neppure il lavoro dei ricciai. La strada da percorrere è la programmazione di norme per una pesca sostenibile che tuteli operatori e stock ittici”.
Proposta della Commissione europea al Consiglio, Palamento, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni

L’Europa vuole puntare sulle alghe.
La situazione mondiale tra l’aggressione militare della Russia all’Ucraina e tutte le conseguenze che sta avendo dal punto di vista dell’approvvigionamento energetico e di materie prime, e lo sovrasfruttamento delle risorse, le pressioni ambientali, i cambiamenti climatici impongono un cambio di rotta e un approccio diverso ai sistemi alimentri ed economici.
La relazione “Food from the Oceans” elaborata dal meccanismo di consulenza scientifica ad alto livello della Commissione europea indica le alghe marine come potenzialmente in grado di soddisfare la domanda prevista di oltre 100 milioni di tonnellate di biomassa aggiuntiva per l’alimentazione umana nei prossimi vent’anni. La produzione e la trasformazione delle alghe e di altre nuove risorse marine (biomassa) possono contribuire a fornire alimenti e mangimi sostenibili, nonché prodotti farmaceutici e nutraceutici, biostimolanti vegetali, imballaggi di origine biologica, cosmetici e altri prodotti non alimentari.
La comunicazione propone 23 azioni volte a creare opportunità affinché l’industria delle alghe possa trasformarsi in un settore forte, sostenibile e rigenerativo, in grado di soddisfare la crescente domanda dell’UE.
1) sviluppare, a partire dal 2023 e in stretta collaborazione con i portatori di interessi pertinenti, una nuova serie di strumenti per i produttori di alghe;
2) collaborare con gli Stati membri per facilitare l’accesso allo spazio marino, individuare i siti ottimali per la coltivazione delle alghe marine e inserire l’alghicoltura marina e il multiuso dello spazio marino nei piani di gestione dello spazio marittimo;
3) elaborare, entro la fine del 2026, insieme al Comitato europeo di normazione (CEN), metodi standard di prova, quantificazione ed estrazione degli ingredienti e dei contaminanti algali;
4) definire insieme al CEN, entro la fine del 2026, norme sui biocarburanti ricavati dalle alghe e una metodologia di certificazione per i prodotti a base di questo tipo di biocarburanti da utilizzare in vari settori di trasporto, in particolare nel trasporto pesante su strada, aereo e marittimo;
5) valutare, a partire dal 2023, il potenziale di mercato, l’efficienza e la sicurezza dei materiali a base di alghe in caso di utilizzo nei fertilizzanti e la necessità di modificare il regolamento (UE) 2019/1009 sui prodotti fertilizzanti dell’UE al fine di includervi i materiali a base di alghe.
6) studiare il mercato delle alghe e proporre, a partire dal 2023 e insieme all’industria delle alghe, meccanismi di stimolo al mercato allo scopo di sostenere e promuovere il trasferimento di tecnologia dalla ricerca al mercato;
7) definire, entro la fine del 2024 e sulla base delle buone prassi, degli indicatori riguardanti i mangimi e di altre informazioni pertinenti, orientamenti specifici miranti a promuovere la sostituzione dei mangimi a base di pesce con mangimi a base di alghe;
8) collaborare con l’industria delle alghe e gli Stati membri al fine di:
A. individuare alternative valide e sicure all’uso di nutrienti e CO2 provenienti da varie fonti per la coltivazione di microalghe e la certificazione biologica;
B. promuovere l’estrazione dei nutrienti dalla biomassa algale;
C. sostenere la valutazione dell’impatto ambientale e climatico della coltivazione e della produzione di alghe sul ciclo di vita, prendendo in considerazione lo sviluppo di indicatori e metodologie di monitoraggio per misurare l’impatto ambientale e la sostenibilità della coltivazione di alghe marine;
9) finanziare, nel periodo 2023/2024, uno o più progetti pilota a sostegno del riorientamento del percorso professionale dei pescatori dalla pesca alla maricoltura rigenerativa;
10) ampliare il sostegno mirato alle PMI e ai progetti innovativi nel settore delle alghe grazie alle attività di maggior respiro previste dalla piattaforma BlueInvest;
11) agevolare, a partire dal 2023, la cooperazione tra i bacini marittimi e tra le macroregioni promuovendo partenariati interregionali innovativi (ad esempio, sulla bioeconomia blu, essenzialmente mirata alle alghe), attraverso strategie di specializzazione intelligente e la piattaforma dell’economia blu sostenibile 3S.
12) includere le conoscenze del settore delle alghe nel meccanismo di assistenza per l’acquacoltura dell’UE entro la fine del 2023;
13) condurre, entro la fine del 2025 e in collaborazione con i portatori di interessi, uno studio mirante ad approfondire la conoscenza delle opportunità di mitigazione dei cambiamenti climatici offerte dalle alghe marine e del ruolo di queste ultime come pozzi di assorbimento del carbonio blu;
14) valutare, entro la fine del 2025 e in collaborazione con ricercatori ed esponenti del mondo accademico, le opzioni strategiche a livello dell’UE riguardanti la conservazione della biodiversità delle alghe marine, mantenendo e documentando le varietà di alghe marine europee in una rete di biobanche centralizzata o in una banca dati;
15) avviare, a partire dal 2023 e previo parere dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, discussioni sulla definizione dei livelli massimi di contaminanti e di iodio nelle alghee/o sull’adozione di una nuova raccomandazione di monitoraggio per le specie di alghe per le quali non sono disponibili dati sufficienti quanto alla presenza di contaminanti, al fine di consentire la definizione di livelli massimi;
16) studiare, a partire dal 2023 e in collaborazione con gli Stati membri, i programmi di monitoraggio esistenti e i dati disponibili sulla raccolta di alghe marine selvatiche e di alghe depositate a riva sulle coste dell’UE.
17) sostenere, attraverso Orizzonte Europa e altri programmi di ricerca dell’UE, lo sviluppo di sistemi innovativi e perfezionati di trattamento delle alghe e di nuovi metodi di produzione di composti di alto valore tradizionalmente ottenuti dalle alghe (ad esempio, bioraffinerie, fermentazione di precisione, sistemi acellulari), lavorando le alghe per realizzare prodotti circolari di origine biologica destinati a molteplici applicazioni;
18) sostenere, insieme agli Stati membri e, attraverso Orizzonte Europa e altri programmi di ricerca dell’UE, lo sviluppo di sistemi (acquacoltura multi-tropica integrata (IMTA), multiuso dello spazio marino, coltivazione in mare aperto, fotobioreattori, coltivazione idroponica di alghe, ecc.) o di metodi (ad esempio, maricoltura cellulare e macroalghe in vasche) di alghicoltura migliori e incrementabili per poter affrontare i limiti tecnici degli attuali sistemi di produzione di macroalghe e microalghe;
19) affrontare le sfide tecnologiche e sistemiche specifiche dei biocarburanti ricavati dalle alghe e individuare misure per la loro diffusione sul mercato nel contesto di Orizzonte Europa.
20) preparare, a partire dal 2023, una panoramica sulla disponibilità di dati relativi alle alghe (ad esempio, sulla produzione, sull’occupazione, sul fatturato e su altri aspetti socioeconomici) e formulare una raccomandazione sulla centralizzazione delle fonti di tali dati.
21) promuovere, a partire dal 2023, la sensibilizzazione dei consumatori attraverso:
A. un’analisi dei comportamenti e delle preferenze dei consumatori per quanto riguarda la percezione dei prodotti a base di alghe;
B. l’avvio di una o più campagne di comunicazione a livello europeo e/o, se del caso, regionale o locale, basate su dati concreti, per promuovere la varietà di applicazioni e i vantaggi dei prodotti a base di alghe;
22) elevare il profilo di sostenibilità dei prodotti a base di alghe nel quadro dell’UE per l’etichettatura di sostenibilità dei prodotti alimentari, anche in riferimento alle norme di commercializzazione per i prodotti della pesca e dell’acquacoltura e alle iniziative riguardanti gli appalti pubblici verdi previste nell’ambito della strategia ”Dal produttore al consumatore”;
23) promuovere, a partire dal 2023 e insieme alla piattaforma EU4Ocean e agli Stati membri, azioni di sensibilizzazione per le scuole e le università sulla bioeconomia blu e sulle soluzioni innovative per un’acquacoltura rigenerativa.
Nella mattinata del 10 novembre si è svolto online un incontro tra FLAG, Rete Nazionale dei FLAG, regioni e FAMENET con l’intervento della DG Mare e un focus sulla priorità 3
Il FEAMPA è stato approvato ufficialmente il 3 novembre 2022. Ora i FLAG (che in questa nuova programmazione si chiameranno nei documenti ufficiali GAL della pesca, pur senza modificare il loro nome, come si può leggere più avanti) hanno un anno di tempo per riorganizzarsi (il numero passerà da 53 a circa 30) e imbastire la propria strategia.
Nell’incontro organizzato da FAMENET (che ha sostanzialmente preso il posto di FARNET) alla presenza di Andrea Lanza della DG Mare è stato fatto un focus sulla Priorità 3: “Consentire la crescita di un’economia blu sostenibile nelle aree costiere, insulari e interne e promuovere lo sviluppo delle comunità di pesca e acquacoltura”.
Oltre al nuovo nome delle agenzie, si passa a Programma (non più Programma Operativo) FEAMPA e a una dotazione minima di 3.000.000€ a FLAG.
L’Obiettivo Specifico 3.1 parla di “Incrementare lo sviluppo delle comunità di pesca attraverso la definizione, l’implementazione e il networking delle Strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD)“.
A proposito delle strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo faremo un focus sui nostri canali social per approfondire il CLLD, spiegare i concetti chiave che hanno guidato e guideranno il lavoro del FLAG, sulla base delle linee guide europee. Questo momento sarà seguito, non appena entreremo nella prima fase, quella preparatoria, da incontri e seminari con i soci FLAG per la fase propedeutica alla strategia, momento fondamentale che deve essere il più possibile partecipato, visto che definirà la strategia delle azioni fino al 2027.
Il Piano di Azione avrà 7 direttrici:
- Sviluppo dei settori dell’economia blu
- Supporto ai sistemi agroalimentari e alle filiere sostenibili
- Mitigazione e adattameto ai cambiamenti climatici
- Salvaguardia delle risorse acquatiche e della biodiversità
- Turismo sostenibile/eco-turismo
- Innovazione e ricerca
- Ricambio generazionale, imprenditorialità, formazione, diversificazione delle attività.
Il lavoro dei FLAG verrà sostenuto dalla Rete Nazionale GAL con supporto, assistenza e organizzazione di seminari.
Dopo il focus sulla Priorità 3 c’è stato un giro di tavolo con osservazioni e criticità emerse da FLAG e regioni.
I nodi sono rappresentati dal numero complessivo dei FLAG che verrà dimezzato, una riduzione che porterà via tempo importante da dedicare alle strategie.
Emerge la necessità di cercare nuove strade, di digitalizzarsi sempre di più per sfruttare le potenzialità emerse durante la crisi pandemica. Una proposta, fatta da Mirvana Feletti, Funzionaria responsabile Regione Liguria, è quella di creare una piattaforma web per mettere in comunicazioni le azioni, le buone pratiche e le procedure al fine di rendere davvero performanti le azioni, perché da soli è difficile ma il lavoro messo a disposizione di tutti può fare la differenza.
Il nostro direttore Michele Angius è intervenuto per sottolineare quanto possa essere confusionario utilizzare una nomenclatura che va a confondersi con quella dei GAL che operano sul territorio e con i quali si vuole lavorare sempre di più per integrare aree costiere e rurali per fare sviluppo locale con ricadute effettive. Ha proseguito, poi, facendo emergere la peculiarità del territorio sardo che con i suoi 1897km di costa è il più vasto d’Italia, di cui 831 di sola competenza del nostro FLAG con una riduzione del numero dei FLAG potrebbe far risultare dispersiva l’attuazione delle strategie. Ancora, ha chiesto delucidazioni in merito ai rapporti con le AMP visto che nel Programma tra le attività dei FLAG si parla di “cogestione” senza ulteriori chiarimenti o specifiche.
FAMENET e DG Mare hanno in parte risposto alle questioni dirimendo la faccenda del nome e spiegando che si tratta solo di un nome ufficiale da usare nei documenti che non comporta una modifica del nome dei vari FLAG.
Per quanto riguarda il numero di FLAG ci sono degli indicatori territoriali specifici per avere idea dei requisiti da rispettare:
- Popolazione di 50.000 abitanti
- Almeno una marineria o approdo a Comune costiero
- Una percentuale di occupati nella blue economy
Per quanto riguarda le AMP sarà necessario prendere contatti con l’Autorità di Gestione per capire le linee guida da adottare.
987,2 milioni di euro per l’Italia
Approvato dalla Commissione europea il Programma Operativo FEAMPA per l’Italia. A disposizione 987,2 milioni di euro per il periodo 2021/2027.
Il 49,8% della dotazione del programma sarà dedicato alla pesca sostenibile, il 32,8% sarà investito nell’acquacoltura sostenibile e nella trasformazione e nella commercializzazione, il 10% sarà dedicato all’economia blu sostenibile nelle regioni costiere, insulari e interne e l’1,4% sarà investito nel rafforzamento della governance oceanica internazionale, il tutto contribuendo agli obiettivi ambientali e climatici dell’UE.
Il programma sosterrà, tra l’altro:
- Pesca sostenibile: investimenti per conformarsi all’obbligo di sbarco (poiché alcune catture non possono essere scartate in mare); politiche di conservazione; riduzione della sovraccapacità di alcuni segmenti della flotta; controllo della pesca e raccolta di dati; investimenti nei pescherecci per migliorare la sicurezza, la salute, l’igiene, le condizioni di lavoro; efficienza energetica e la decarbonizzazione nella pesca.
- Acquacoltura sostenibile: investimenti in progetti di acquacoltura sostenibile e per la diversificazione delle specie di acquacoltura d’allevamento; efficienza energetica e decarbonizzazione nell’acquacoltura e nella trasformazione dei prodotti ittici.
- Economia blu sostenibile (cioè attività economiche legate ai mari e agli oceani): sviluppo delle zone costiere e insulari attraverso i gruppi di azione locale (ALP).
- Governance oceanica internazionale: conoscenza marina, sorveglianza marittima e cooperazione tra le guardie costiere.
Il programma sosterrà la resilienza dei settori della pesca e dell’acquacoltura, anche attraverso un contributo finanziario per diversificare la produzione o utilizzando sistemi di compensazione per sostenere i settori della Blue Economy da crisi future.
Sosterrà la transizione verde del settore con investimenti volti a migliorare la selettività degli attrezzi, la decarbonizzazione, l’efficienza energetica e la sostituzione dei motori.
La transizione digitale nella pesca,nell’acquacoltura e nella trasformazione in Italia rappresenta elemento chiave del programma: comprende una vasta gamma di soluzioni innovative, dai mezzi di controllo e raccolta dei dati sulla pesca alle nuove tecnologie informatiche applicate alla produzione di acquacoltura.
Il sostegno finanziario contribuirà anche a sviluppare e stabilire aree marine protette e a combattere il problema dei rifiuti in mare. Il programma rafforzerà le azioni ambientali intraprese nell’ambito del quadro d’azione prioritario italiano di Natura 2000: monitoraggio degli habitat e delle specie marine e marittime e promozione delle conoscenze scientifiche.
Il programma FEAMPA beneficia di una buona collaborazione tra la Commissione europea, le autorità nazionali di gestione e i partner locali. Sosterrà le strategie di sviluppo locale (CLLD) guidate dalla comunità, un approccio dal basso verso l’alto allo sviluppo delle politiche che incoraggia le popolazioni locali a formare un gruppo di azione locale e a partecipare.
Prossimamente sul tema CLLD, progettazione partecipata e coinvolgimento delle comunità nella formazione delle strategie faremo un approfondimento, quindi restate aggiornati!
Documenti allegati
| Titolo | Formato | Dimensione | Azioni |
|---|---|---|---|
| emfaf-programme-italy_it_0_221105_220216.pdf | 787 KB |
|